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Ma a chi giova dichiarare il campo sportivo non a norma per qualche carenza e anche rendere la vita impossibile alle società di basket e volley di utilizzare le palestre? L’interrogativo è d’obbligo per la gravità degli effetti, visto che la decisione ha di fatto tolto la possibilità a 400 ragazzi di giocare e all’Acd Sedriano di continuare a esistere e come se non bastasse a complicare la vita all’Ardens Basket Sedriano per via delle modifiche alla gestione degli impianti sportivi comunali. Intanto i risultati di cotanto intempestivo formalismo legale sono sotto gli occhi di tutti.
Quali? La rabbia delle società sportive, punto di riferimento di tanti ragazzi e famiglie, che minacciano addirittura di occupare il municipio per manifestare contrarietà alla misura se entro il 25 agosto non riceveranno rassicurazioni dalla commissione stroardinaria. Ma, aldilà del dire e fare, la presa di posizione delle società suona come uno scacco per la commissione, che pure in un comunicato si era spinta ad affermare di essere “consapevole dell’importanza dello sport per il benessere della comunità”. Se il benessere  dello sport -è il ragionamento delle società sportive- si garantisce in questo modo si sta veramente freschi. Certo che con queste premesse le prospettive per lo sport cittadino non sono rosee, anzi il rischio che si ridimensioni o addirittura sparisca non è una trascurabile possibilità. Se il formalismo conta più della sostanza e se si ignora che con l’equità si rende giustizia a chi giustizia non ha per effetto di qualche cavillo si fanno solo danni sociali incalcolabili. 

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