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Se a Settimo si sono raccolte ben 831 firme per dire no alla gigantesca centrale elettrica che è stata battezzata ecomostro, a Cornaredo si è vigili e attenti all’evoluzione del progetto proposto da Terna. Intanto sono scaduti (3 agosto) i termini per recapitare all’ufficio protocollo del municipio o tramite pec (email certificata) tutte le rimostranze e le osservazioni. Il Comune si è ripromesso di inoltrare al Ministero dell’Ambiente il materiale pervenuto. Ma la vicenda è pure approdata in consiglio comunale per iniziativa di Marco Cardillo (M5S) che nell’ultima seduta ha chiesto chiarimenti del progetto “Interconnector Italia Svizzera”. Cornaredo è interessata all’operazione per l’installazione di quattro tralicci dell’alta tensione, per la sottrazione di aree agricole e per la costruzione della centrale elettrica di trasformazione a circa 500 metri dal proprio confine. L’ecomostro per come è stato pensato è destinato a occupare la bellezza di 11 ettari di terreno agricolo (circa 10 campi da calcio). Un’operazione che ha tutti i crismi per cambiare profondamente la morfologia del territorio, generare disagi a iosa e mettere a rischio la salute pubblica. “E’ importante -afferma Cardillo– che anche i cittadini di Cornaredo si uniscano alla battaglia contro questo ecomostro che porterà solamente un aumento delle onde elettromagnetiche comunemente dannose per la salute.  Ma invitiamo anche i cittadini di Cornaredo a consultare i dettagli del progetto sul sito di Terna, o sulla pagina Facebook “No Ecomostro Settimo” del comitato cittadini di Settimo Milanese per rendersi conto dell’impatto dell’intervento”.

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