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Il Nuovo centrodestra boccia senza appello il rendiconto 2013, anche se riconsce che tecnicamente è ineccepibile. Il consigliere comunale Ermes Garavaglia (Ncd) trova che il bilancio 2013, appena approvato dal consiglio comunale, “è senza anima e senza identità”. Insomma, a suo dire, un bilancio tecnico in cui manca un benchè minimo indirizzo della politica. Il suo auspicio è che in futuro la giunta Lonati faccia meglio e non accampi più la scusa che si tratta di un esercizio ereditato da un’altra amministrazione. Il rendiconto non ha convinto Garavaglia, che, a suo giudizio, non ha convinto neppure i consiglieri di maggioranza che alla fine l’hanno approvato per dovere.
Non è tutto. Secondo Garavaglia è curioso che alle tante schede di progetto, derivanti dalle schede del precedente mandato, ci si sia premurati di scrivere che si tratta di attività completate e concluse e poi leggendo nel dattaglio ci si imbatti in “faremo ad aprile”, o “si dovrannno attivare”, oppure attività descritte che non hanno nulla di straordinario o di progettuale, ma solo reportistiche di ordinaria amministrazione. Ma Garavaglia ha trovato altro che non gli è andato giù. “Un elemento caratterizzante il rendiconto di bilancio -denuncia il consigliere- è il forte aumento di entrate rispetto all’anno precedente. Entrate derivanti soprattutto dalla tassazione. Anche la percentuale di pressione fiscale del Comune è superiore alla media e superiore agli anni precedenti. Viene proprio da chiedere: dove sono finite tutte queste entrate?, visto che non ci sono state ricadute evidenti e tangibili per i cittadini in termini di servizi, anzi sono stati tagliati servizi come il diritto allo studio, la convenzione Fracassi e contributi alle associazioni…  E non basta dire che ci sono state maggiori spese sul sociale, perchè questo avviene da anni ormai”. Non è finita qui. “Il bilancio 2013 -continua Garavaglia–  ha anche beneficiato dei 100 euro per il premio Comune Amico della famiglia. Abbiamo già espresso in molti ambiti il nostro dissenso sulla mancata finalizzazione di queste risorse a progetti specifici. Ora che abbiamo toccato con mano il bilancio 2013 nel suo complesso ci chiediamo con maggiore forza perché non è stato possibile dedicare parte di queste risorse a progetti a sostegno della famiglia? Evidentemente questa è solo volontà politica”. Infine per i servizi a domanda individuale, secondo Garavaglia, la percentuale di copertura dei servizi è diminuita e questo, sempre, a suo parere, è indubbiamente un dato negativo come anche evidenziato dai revisori dei conti.

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