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Ricevo e pubblico questo comunicato stampa congiunto del Nuovo centrodestra e della lista civica Bareggio 2013.
Definire la terza sezione del nido comunale sperimentale e attivare immediatamente un tavolo permanente con i nidi privati del territorio per: un’indagine tra le famiglie interessate per conoscere i motivi per cui scelgono di usare la struttura pubblica o privata; individuare un calendario (annuale o semestrale) di aperture delle strutture pubblica e private per farle conosce alle famiglie; svolgere incontri periodici (almeno tre all’anno) per confrontare attività e individuare iniziative. Le proposte sottoposte da NCD e Lista Civica Bareggio 2013 all’assessore Fabio Lampugnani sono state tutte respinte, nell’ultima seduta del consiglio comunale, inclusa la rivalutazione dell’organizzazione del nido comunale alla luce degli esiti dell’indagine.

A novembre 2013 il sindaco e l’assessore Lampugnani avevano incontrato i nidi privati presenti a Bareggio, impegnandosi ad avviare un lavoro congiunto, ma poi nessuna azione è stata intrapresa da parte dell’assessore. Nel frattempo la giunta Lonati ha però avviato la terza sezione del nido comunale impegnando a novembre 2013 107.000 euro del bilancio comunale 2014, anche se non c’era la richiesta delle famiglie per il servizio. “La maggioranza non ha citato una sola motivazione concreta per giustificare il proprio voto contrario -commenta Monica Gibillini consigliere comunale della Lista Civica Bareggio 2013- segno che la scelta è dettata nella migliore delle ipotesi dall’ideologia, slegata da un bisogno, usando però oltre 100.000 euro delle tasse dei bareggesi. Ho tenuto a richiamare l’attenzione del vicesindaco che, sulla stampa locale, ha definito il nido comunale un ‘servizio democratico’. A mio avviso si tratta di un servizio pubblico perché tutti i cittadini contribuiscono economicamente al suo funzionamento, e dovrebbero avere la possibilità di accedervi, invece almeno 90 famiglie ogni anno si rivolgono al privato perché al nido comunale non c’è posto! E’  comunque evidente che in questo periodo la richiesta delle famiglie di iscrivere i figli al nido è piuttosto limitata e non giustifica la spesa che è stata prevista. Mi aspettavo -aggiunge il consigliere Monica Gibillini– che Lampugnani oltre a smentire a parole la sua definizione facesse seguire qualche fatto, ma così non è stato”. Non è tutto. “Come ho detto in consiglio comunale -puntualizza Ermes Garavaglia  capogruppo del NCD- la nostra insistenza su questo tema di “gestione” dei servizi per la prima infanzia non deve essere strumentalmente interpretata come una contrapposizione tra servizio pubblico e privato, come invece è apparso dagli interventi dei consiglieri di maggioranza. Ho chiesto un voto di buon senso a tutto il consiglio per arrivare a condividere la nostra mozione che avrebbe permesso di fare un passo avanti verso una soluzione piu’ adeguata, non ideologica e che guarda al futuro coinvolgendo chi oggi sul territorio pone la propria proposta, la propria esperienza ed il proprio lavoro. Purtroppo a nulla è servito il mio invito e sono prevalse  motivazioni ideologiche come quelle del Partito Democratico oppure motivazioni di “stabilità politica” come quelle di Io Amo Bareggio. Una vera delusione -conclude il consigliere Garavaglia– ma noi non ci fermeremo”.
 

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