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Secondo il poeta Giacomo Leopardi gli uomini hanno il difetto di non credere mai al vero, ma a ciò che più gli torna a proprio vantaggio. E a vedere quello che succede in paese sembra proprio che abbia colto nel segno    e nel cuore e nella mente degli uomini di ogni tempo e momento storico. Sì, perché a ottobre scorso ci era sembrato molto strano che alcuni, distanti per visione della società e cultura politica, salutassero senza nessuna remora  la commissione straordinaria come depositaria di mirabili capacità di governo della comunità quando non ci sarebbe voluta grande lungimiranza per comprendere che la vera e unica performance dell’organo (aldilà del nome dei componenti) sarebbe stata quella di interrompere l’esistente percorso amministrativo e di traghettare l’ente sino all’appuntamento elettorale per restituirlo ai rappresentanti del popolo.
E oggi, a riprova che Leopardi non si era sbagliato, quegli stessi ‘supporter’, che al vero (gestione dell’esistente) hanno preferito il vantaggio (eliminazione dell’avversario) incominciano a manifestare riserve sulle virtù  taumaturgiche della commissione prefettizia. Prima si sono lamentati con garbo con la commissione per non essersi avvalsa del bando per ottenere contributi per la rimozione dell’amianto dalle scuole, dopo per le assurde code all’ecocentro per registrare l’accesso essendo la sbarra automatica da mesi guasta, poi ancora per il mancato funzionamento dell’illuminazione pubblica in via De Amicis/piazza Repubblica. E ora, alzando il tiro, danno una brusca sveglia ai commissari, che, impegnati evidentemente nelle loro fatiche amministrative, pare non abbiano ottemperato all’obbligo d’informazione in materia d’amianto ai cittadini e applicato quelle sanzioni amministrative previste per gli inadempienti al censimento della Regione Lombardia. Si scuoteranno?

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