Il gruppo consiliare Insieme per la Libertà attacca l’amministrazione Bagini sulla Rsa “Il gelso”. Secondo il gruppo è un colpo di mano che ha ricadute negative sull’intera comunità. Ecco il comunicato con cui spiega le ragioni della presa di posizione.
L’amministrazione arancione ha intenzione di cambiare le condizioni stabilite con la Rsa “Il Gelso”. Questo senza aver ancora chiarito la questione dei 2 milioni versati dalla Rsa nelle casse del Comune per l’acquisto dei terreni, su cui pende un ricorso del Pd che, per ragioni assai poco chiare, vede l’amministrazione inspiegabilmente inerte così come lo stesso ricorrente.
“Con grande stupore abbiamo saputo che la giunta Bagini vuole eliminare i posti gratuiti previsti in convenzione per cittadini vittuonesi in forti difficoltà economiche” -afferma la consigliera comunale Alessandra Lucchesi-.
Ci chiediamo come mai, visto che in tempi di crisi è molto positivo avere una possibilità come questa: anziani vittuonesi dal 2002 possono ricevere assistenza adeguata alla propria situazione sociosanitaria anche senza dover sborsare cifre elevate come spesso sono quelle delle rette delle residenze anziani”
Vittuone, grazie alle passate giunte di centro-destra, gode di condizioni favorevoli per i propri abitanti in relazione alla Rsa “Il Gelso”; questa amministrazione ora vuole eliminarle.
Nel miglior stile comunista -perché di questo si tratta- la giunta arancione prevede all’art. 5 capo IV del nuovo regolamento della Rsa che “il reddito della persona ammessa alla retta speciale (gratuita) depurata della quota mensile di euro 160 per spese personali, verrà introitato nelle casse comunali per la costituzione di un fondo di solidarietà comunale destinato al finanziamento degli interventi di integrazione retta per i soggetti non rientranti nei posti gratuiti e nei posti a tariffa agevolata, secondo quanto previsto negli articoli seguenti…”.
“Praticamente si introita il reddito della persona e sarà il Comune a decidere come utilizzarlo. Democrazia sovietica.
Sostanzialmente si usa lo stesso criterio delle tasse: inserito l’Irpef per coprire i costi dei servizi; peccato che l’Irpef lo devono pagare TUTTI i cittadini, mentre invece dei servizi ne usufruisce solo una parte della cittadinanza.
Insomma, con una trovata assolutamente assurda, il comune incamera il reddito (pur basso) dei vittuonesi che per ISEE avrebbero diritto ad accedere gratis alla Rsa. Quindi questi di fatto pagano la propria quota al comune il quale peraltro non eroga il servizio, essendo esso in realtà erogato dalla Rsa.
Oltre a sembrarci sbagliato, lo riteniamo anche piuttosto ad di fuori delle correnti normative: come è possibile che il Comune incameri il reddito di un cittadino e decida che 160 euro al mese devono bastare per le spese personali? Dobbiamo aspettarci che il prossimo passo sia l’esproprio proletario o la cancellazione della proprietà privata?”, conclude Lucchesi.
Ma il sindaco è al corrente di tutte queste idee brillanti? Capiamo che ora sia comprensibilmente preoccupato da altre questioni, che noi stessi riteniamo importanti e meritevoli di attenzione, anche da parte delle autorità per chiarire la situazione; ma è possibile che egli non sia mai al corrente di nulla? Di tutto quel che succede, a domanda, riceviamo solo la risposta “io non lo sapevo”. Facile sfuggire così dalle pressanti responsabilità che ha un sindaco!
