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L’ex sindaco Fabrizio Bagini non ci sta che l’attuale assessore Maikol Bergamaschi si vanti, a suo giudizio, immeritatamente di aver raggiunto un accordo con il gestore della residenza sanitaria assistenziale (Rsa) ‘Il Gelso’ per la restituzione di 2 milioni di euro. E replica “smontando” dal suo punto di vista la tesi dell’assessore
Ma da dove viene questo debito che il Comune di Vittuone ha con la RSA? Come riporta il periodico “tutto inizia nel 2010, quando l’amministrazione Tenti decide di vendere i diritti di proprietà della RSA per un importo pari a 2.200.000 euro”. L’amministrazione Tenti con l’appoggio della Lega Nord (a cui appartiene Bergamaschi) cedette il diritto di proprietà e incassò 2.200.000 euro. Ma quelli erano soldi vincolati, cioè potevano apparire in bilancio ma non erano veramente a disposizione dell’amministrazione, in quanto vincolati dall’atto notarile che si sarebbe dovuto depositare entro l’aprile 2011.

Servirono soltanto a consentire a Tenti di rispettare il patto di stabilità evitando il dissesto economico del comune. L’assessore Bergamaschi dice: “I soldi sono entrati nelle casse del Comune, ma l’atto di vendita non è mai stato perfezionato”. Perché non fu perfezionato? Da dicembre 2010 a maggio 2012 (data della mia elezione a sindaco) governava Vittuone la giunta Tenti, alleata della Lega Nord: perché non perfezionarono loro l’atto di vendita? Ora l’accordo di Bergamaschi comporta la restituzione dei soldi con gli interessi. Ma bravi! Non mi sembra ci sia da vantarsi per tutta questa operazione. Nello stesso articolo seguono altre dichiarazioni. Per esempio che la Rsa deve al Comune, per Imu e Tasi non pagate, arretrati pari a 500.000 euro e che grazie alla trattativa dell’attuale giunta si è arrivati a un accordo per ottenerli. Peccato che l’assessore dimentica che tutto ciò sia iniziato durante l’amministrazione Bagini, tanto è vero che avevamo già incassato noi i primi acconti. Alla fine l’assessore Bergamaschi dichiara: “Amministriamo da un anno e mezzo e siamo riusciti a trovare una soluzione a questa vicenda”. Come? restituendo i 2.200.000  euro presi sette anni fa? Dei veri geni. Tutto ciò mi ricorda il film “ Totò truffa 62“ dove il grande comico napoletano vendeva a uno sprovveduto italoamericano la Fontana di Trevi per ben 10 milioni delle vecchie lire. L’importante come sempre è trovare il gonzo che ci casca.

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