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Ricevo e pubblico questo commento dell’on. Vinicio Peluffo in merito alla lettera aperta che gli ha indirizzato Alfredo Celeste.

In primo luogo invito Alfredo Celeste a rileggersi con attenzione l’interrogazione parlamentare n. 5/08551 da me depositata il 29 novembre 2012 e a distinguere il piano delle valutazioni politiche da quello giudiziario. Ho presentato la suddetta interrogazione a seguito della notizia diffusa dalla stampa locale e nazionale  delle indagini del gip Santangelo del tribunale di Milano e, nel mese di ottobre 2012, dell’applicazione di misure cautelari al sindaco di Sedriano per una vicenda che, sempre per quanto si poteva leggere sulla stampa, era riconducibile all’inchiesta riguardante l’assessore regionale della Lombardia Domenico Zambetti, accusato di commercio di voti con la criminalità organizzata.
Si trattava quindi di gravi fatti concreti, e non di congetture o supposizioni: pertanto, nell’ambito della mia attività parlamentare, ho voluto accertarmi che il ministro dell’Interno ne fosse a conoscenza e ho invitato a inviare una commissione d’accesso per la verifica delle potenziali pressioni e influenze delle associazioni malavitose nell’azione amministrativa. Dopodiché, non vorrei ribadire l’ovvio, ma la decisione di sciogliere l’amministrazione comunale è un atto del governo, non il semplice risultato della mia interrogazione. Diversamente, sull’amministrazione comunale di Vittuone in questo momento non si hanno notizie né di indagini né di provvedimenti. Per inciso mi sembra che la lettura da parte di Alfredo Celeste di quanto chiestomi settimana scorsa dalla stampa, sia stata quantomeno affrettata: l’esistenza di una relazione trasmessa nel mese di luglio dal prefetto al ministero è notizia riportata dagli organi di informazione (vedi ad esempio l’articolo di Davide Milosa sul Fatto Quotidiano del 4 settembre 2013), ma personalmente non ho mai affermato o tanto meno “fatto capire”, come scrive Celeste, di averne letto il contenuto. Ciò che conosco di quella relazione è quanto viene riportato dalle stesse fonti di stampa, che invito a riscontrare. Quanto al piano giudiziario, invece, Celeste si giochi le sue carte: potrà portare le proprie ragioni e difendersi nelle sedi opportune qualora fosse chiamato a farlo. Sarà compito degli organi preposti accertare le responsabilità, se ve ne sono, ed eventualmente provare le accuse, basandosi rigorosamente su fatti provati e non su illazioni, come quelle che Celeste con tanta disinvoltura indirizza a tutti i politici rhodensi.

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