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La pubblica amministrazione è esposta a rischi di corruzione. Le cronache registrano, purtroppo, casi sempre più frequenti  di dipendenti, funzionari e dirigenti infedeli. Ma con la legge190/2012 le maglie si sono strette. Il Comune proprio per adeguarsi al nuovo corso si è dotato del “guardiano” anticorruzione. Si tratta del segretario generale Giulio Notarianni, che è chiamato a vigilare e assumere tutte le misure necessarie per prevenire la corruzione. Non è tutto. Il segretario è tenuto a predisporre  il piano comunale triennale di prevenzione della corruzione e del regolamento per la selezione e la formazione dei dipendenti destinati a operare nei settori particolarmente esposti alla corruzione. Eppoi verificare l’efficace attuazione del piano e della sua idoneità, nonché proporre la modifica dello stesso quando sono accertate significative violazioni delle prescrizioni, cioè quando intervengono mutamenti nell’organizzazione o nell’attività dell’amministrazione. Accertare, d’intesa con il dirigente competente, l’effettiva rotazione degli incarichi negli uffici preposti allo svolgimento delle attività nel cui ambito è più elevato il rischio che siano commessi reati di corruzione. Infine individuare il personale da inserire nei programmi di formazione anticorruzione.

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