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Ricevo e pubblico questa lettera aperta di Enrico Montani, candidato sindaco della lista “Noi von voi”.
Care concittadine e cari concittadini,
lo scorso febbraio, con le elezioni politiche per il rinnovo del Parlamento, sono stati eletti i deputati e i senatori che dovranno adottare nuove leggi e dare all’Italia un nuovo Governo.
Purtroppo la situazione creatasi con il risultato elettorale è complessa: mentre alla Camera esiste una maggioranza in grado di sostenere un Governo e approvare leggi, al Senato nessuno è in grado di garantire una maggioranza e ciò, almeno al momento, pone una grave situazione d’ingovernabilità.
Come è noto, lo scorso dicembre, ho accettato di candidarmi con la lista civica VOI CON NOI alla carica di sindaco per le elezioni comunali che si terranno il prossimo mese di maggio.

Ho deciso di rivolgermi a tutti voi e rendere pubblica la mia opinione riguardo alla situazione politica nazionale perché, per un principio di trasparenza, penso sia doveroso sappiate tutti qual è il pensiero di chi si propone ad amministrare nei prossimi anni la nostra comunità.
Come gran parte di voi, sono dell’opinione sia indispensabile e non più rimandabile un radicale cambiamento delle regole, del modo di governare e di fare politica e che tutto ciò debba avvenire ponendo al centro del cambiamento noi cittadini, i nostri beni comuni e il nostro futuro.
Non è più possibile rimandare il dibattito e quelle decisioni che interessano questioni d’importanza ormai vitale per il paese. Il nuovo parlamento deve necessariamente adottare subito provvedimenti concreti che conducano ad un vero cambiamento ed al superamento degli ostacoli che da troppo condizionano l’intera nazione.
Al paese serve una effettiva governabilità che oggi le regole non garantiscono.
Per questa ragione è necessario che il Presidente del Consiglio che deve governare l’intera nazione sia eletto direttamente dai cittadini con sistema maggioritario così come avviene per i sindaci di tutti i Comuni.
Chi al primo turno ottiene la maggioranza assoluta dei voti è eletto, altrimenti si ricorre ad un secondo turno di ballottaggio tra i due candidati che hanno ottenuto al primo turno i maggiori consensi.
Alla coalizione o forza politica che ha sostenuto il candidato eletto deve essere assegnato un premio di maggioranza sia alla Camera che al Senato in modo da garantire l’effettiva governabilità.
Dobbiamo sapere chi ci governa la sera stessa di chiusura delle operazioni elettorali evitando ogni motivo d’incertezza e ingovernabilità.
I costi della politica devono essere ridotti in misura considerevole.
Deve essere ridotto il numero dei parlamentari avvicinandosi al dimezzamento. Devono essere dimezzati i loro stipendi e definitivamente eliminati rimborsi, indennità, liquidazioni, vitalizi e pensioni dei parlamentari.
Deve essere eliminata ogni forma di finanziamento pubblico a partiti e forze politiche, rispettando così la volontà espressa parecchi anni orsono dagli elettori con un referendum popolare, volontà che è stata disattesa e tradita dalla politica. Devono essere eliminate le Provincie. 
Servono decisioni che affrontino concretamente la questione morale ed etica che attanaglia il paese. Deve essere stabilita una giusta misura degli stipendi di dirigenti, funzionari e manager. Nessuno, a mio avviso, può avere uno stipendio superiore a dieci volte lo stipendio base medio dei lavoratori dipendenti. Gli stipendi dei manager italiani sono oggi tre volte superiori alla media europea.
Servono regole precise e stringenti che affrontino il problema dei conflitti d’interessi che riguardano il possesso e la gestione di banche, imprese, assicurazioni e mezzi di comunicazione: vanno posti limiti chiari e definiti, un imprenditore non può sedere nel consiglio della banca che lo finanzia ed il controllo dei mezzi di comunicazione non può essere concentrato in poche persone.
Devono essere adottati provvedimenti concreti per combattere seriamente l’evasione fiscale: chi evade le tasse mette le mani nelle tasche di tutti noi Italiani.
Il nuovo parlamento deve adottare severi provvedimenti contro il malaffare, il malcostume e la corruzione e intensificare le attività di repressione contro la criminalità, riformare la giustizia per garantire a cittadini e imprenditori tempi certi e ridotti di giudizio e sopratutto la certezza del giudizio.
È necessario avviare un rigoroso programma per ridurre imposte e tasse.
Non è cosa impossibile la progressiva riduzione di imposte e tasse se programmata congiuntamente al taglio generale dei costi della politica, all’eliminazione degli sprechi che nella gestione degli enti pubblici sono ancora troppi e dei privilegi di cui godono politici, funzionari, dirigenti e manager statali.
Con una semplice, prudente e scrupolosa gestione dello Stato, di Regioni e Comuni, senza dover fare miracoli, è fattibile il risparmio di tanti milioni di euro da destinare alla riduzione della pressione fiscale che dobbiamo purtroppo sopportare. La più alta d’Europa. I paesi europei hanno una pressione fiscale nettamente inferiore alla nostra, non conoscono però sprechi e privilegi.
L’Italia è una repubblica democratica fondata sul lavoro: così pronuncia la Costituzione al suo primo articolo poiché nella visione del futuro e nella costruzione della nazione, per i padri costituenti, il lavoro era il fondamento essenziale e la risorsa primaria dell’intera comunità. Oggi purtroppo il lavoro è il problema fondamentale.
Con il lavoro prendiamo parte al miglioramento delle condizioni generali della collettività, alla formazione di ricchezze individuali e collettive sentendoci partecipi di una comunità. Viviamo un senso di appartenenza. Abbiamo dignità. Possiamo sviluppare personalità e interessi, rispondere ai bisogni nostri, delle nostre famiglie e dei nostri figli. I cittadini cui manca il lavoro, subiscono gravi conseguenze economiche e soffrono di un deprimente senso di esclusione che provoca ferite ancor più profonde.
Sono indispensabili importanti scelte e provvedimenti per dare lavoro a tutti.
Va intrapresa una nuova politica di sostegno delle piccole e medie imprese che rappresentano il vero tessuto produttivo nazionale. Devono essere programmati interventi diffusi su tutto il territorio in modo da creare opportunità di lavoro per tutti. Va programmata la costante manutenzione del territorio e delle opere pubbliche per valorizzare e conservare il patrimonio culturale ed economico che appartiene a tutti noi.
Gran parte del territorio nazionale è a rischio idrogeologico, la sua manutenzione e messa in sicurezza è irrimandabile. Le scuole, gli edifici pubblici, gli edifici storici, tutto il patrimonio pubblico richiede importanti interventi di manutenzione e riqualificazione.
La manutenzione del territorio e del patrimonio pubblico è il grande cantiere che va aperto in Italia: servono tanti cantieri per migliorare le condizioni ambientali e la qualità della vita e creare lavoro. Questa è la scelta che necessariamente deve essere presa.
Il rispetto dei principi sanciti dalla Costituzione. Le leggi e le scelte politiche dei partiti hanno troppe volte disatteso i principi fondamentali contenuti nella Costituzione. Un ruolo fondamentale dello Stato, di Regioni e Comuni è rimuovere gli ostacoli che rappresentano e creano discriminazioni per i cittadini garantendo parità di diritti ed eguaglianza di trattamento. Negli anni invece sono state create situazioni che hanno generato disparità di diritti e di trattamento. Questa politica ha finito per creare forti disuguaglianze anche tra generazioni.
Il nuovo parlamento deve formulare leggi che rispettino i principi costituzionali, attenuare ed eliminare nel tempo le disuguaglianze soprattutto per quanto concerne il lavoro e la previdenza.  Stiamo assistendo alla conclusione di un’epoca. Dobbiamo tutti essere consapevoli di ciò.
Le istituzioni e la politica devono ascoltare e rendere partecipi i cittadini. Il Parlamento deve avere rispetto delle volontà espresse dai cittadini nei referendum per il nucleare, per l’acqua pubblica e i servizi e per il finanziamento pubblico dei partiti: “La sovranità appartiene al Popolo” così recita la Costituzione.
Le Istituzioni devono riformarsi e adeguarsi ai nuovi tempi senza paura. Abbiamo tutti bisogno di un radicale cambiamento che ci conduca verso momenti migliori, dove primeggino i valori etici e morali che hanno portato alla nascita della Repubblica ed alla formulazione della Carta Costituzionale. Verso una democrazia reale. Verso la serenità e la sicurezza. Verso la felicità.
Il prezzo di questo cambiamento non deve pesare sulle spalle di pochi o su una parte se pur diffusa della società: tutti devono contribuire secondo le loro capacità e possibilità come recita la Costituzione. Soprattutto non devono essere le nuove generazioni a pagare un prezzo. Il cambiamento è un’opportunità anche economica non un ostacolo da superare. Esistono esempi concreti ed anche recenti di cambiamenti radicali che sono stati gestiti con giudizio. La caduta del muro di Berlino ne è la prova.
Ogni scelta dovrà essere ponderata, sostenibile nel presente e nel futuro e adottata nell’interesse diffuso di tutta la comunità.  Se sarò eletto sindaco di Bareggio mi adopererò perché questa strada sia intrapresa, siano rispettati i principi costituzionali e farò in modo che il Comune diventi protagonista di questo necessario cambiamento epocale.

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