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Ricevo e pubblico questa nota di Andrea Donà del Partito democratico sull’appuntamento con le urne del 24 e 25 febbraio prossimi.
Le prossime elezioni saranno determinanti per la Lombardia e per l’Italia.
Sappiamo bene che Formigoni e la Lega non hanno saputo dare alla nostra Regione quel ruolo di locomotiva dello sviluppo e della crescita economica che storicamente ha sempre avuto. Per anni hanno parlato di federalismo, ma è ormai chiaro che si trattava di demagogia. 
È sotto gli occhi di tutti, infatti, l’impoverimento dei nostri territori: le imprese lasciate sole nella competizione internazionale, in un periodo di crisi economica tra le più pesanti; la formazione professionale, così fondamentale per riconnettere il saper fare alle offerte di lavoro, sempre meno sostenuta; le risorse per i servizi (scuola, sanità, disabilità, polizie) sempre più scarse. Nel frattempo i soldi pubblici hanno preso la strada degli sprechi, della scarsa trasparenza dei bandi e degli affidamenti.
Basta ricordare il caso dello scandalo delle multe sulle quote latte di cui la Lega è responsabile (che ci costerà qualcosa come 4,5 miliardi di euro), o il crack del San Raffaele, esempio della gestione malata della sanità messa in atto da Formigoni, o l’annoso problema della gestione delle case Aler, su cui sono in corso diverse inchieste della magistratura. Altro che 75% di tasse alla Lombardia! La verità è che hanno sprecato risorse, governando in modo poco trasparente.
Così, la Lombardia, da regione capace di trainare l’economia nazionale e porta d’accesso dell’Italia in Europa, si è rinchiusa su se stessa, diventando famosa nel mondo per i suoi scandali, come l’inchiesta sulla compravendita di voti tra un assessore regionale e la ‘ndrangheta.
Dobbiamo ricordare a tutti che sono questi i motivi per cui la maggioranza Pdl-Lega ha fallito e Formigoni si è dimesso. Dobbiamo raccontare a tutti che dopo anni di mal governo occorre una netta discontinuità, sul piano della moralità pubblica e del progetto di rilancio della Lombardia come locomotiva dello sviluppo, dei diritti e dell’apertura all’Europa. Sono sicuro che Umberto Ambrosoli, candidato a presidente della Regione, saprà ridare quella credibilità che da tempo manca a una Regione, la Lombardia, che ha da tempo abdicato alla sua centralità storica per l’Italia e per l’Europa.
Mi piacerebbe vedere ancora l’arcobaleno a Milano il 25 febbraio. Perchè da Milano e dai successi elettorali in molte città lombarde abbiamo lanciato una sfida di governo alle destre che ha coinvolto tutta la Lombardia. E se oggi per il successo elettorale in tutta Italia il voto in Lombardia è decisivo, lo è anche perchè siamo riusciti in questi anni a renderlo contendibile.
Occorre che anche in tutta Italia si apra una nuova stagione di crescita dell’economia, dei diritti e dei beni pubblici, chiudendo definitivamente con gli interessi privati che muovono le decisioni pubbliche, i conflitti d’interesse e la politica del “si salvi chi può”. Più equità e più solidarietà. Per uscire dalla crisi con più lavoro e meno diseguaglianze.
Abbiamo scelto di evitare che la politica diventi personalizzazione; abbiamo scelto di utilizzare un linguaggio che descrive la verità, senza strizzare l’occhio ai populismi con promesse facili ma non realizzabili (contrariamente a quanto sta facendo, pare, anche Mario Monti); abbiamo scelto di intraprendere un cammino fatto di partecipazione e ascolto, grazie alla straordinaria avventura delle primarie, che ci consentirà, fra le alte cose, di avere il 40% di presenza femminile in Parlamento, molti giovani e 2/3 di futuri parlamentari alla prima esperienza. Dobbiamo essere orgogliosi del PD, perchè solo un grande partito come il nostro saprà rimettere sul binario giusto l’Italia, riuscendo finalmente a voltare pagina.
A Pierluigi Bersani e ad Umberto Ambrosoli il Partito Democratico milanese ha affiancato una squadra di persone capaci, oneste, competenti, che hanno una solida esperienza nei campi del sapere, del lavoro e delle professioni, nelle amministrazioni locali, nelle associazioni e nei servizi. Persone che, come molti democratici, uniscono all’impegno professionale, lavorativo e civico una passione politica che li ha spinti da tempo o, in alcuni casi, per la prima volta, a mettersi al servizio della comunità in un progetto di ampio respiro.
Ricordo che al Senato (scheda gialla) e alla Camera (scheda rosa) basta mettere una croce sul simbolo del PD. Mentre al consiglio regionale (scheda verde) occorre mettere una croce sul simbolo del Pd ed esprimere la preferenza per un/a candidato/a nella lista del Pd.

Forza, allora, per un’Italia più giusta e per una Lombardia libera e forte. Coinvolgiamo più persone possibili, discutiamo di politica senza timidezze spiegando le nostre ragioni, contattiamo chi sappiamo essere indeciso e deluso, moltiplichiamo l’impegno per strada, nelle piazze, in Tv, sui giornali, nelle amministrazioni, nei luoghi di lavoro, nel porta-a-porta, sul web, ciascuno per ciò che può fare (è richiesto, ovviamente, l’impossibile!!!).  Solo così porteremo il centrosinistra a vincere questa importantissima battaglia politica. Solo così l’arcobaleno per l’Italia non resterà solo un sogno.

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