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L’assessore Enrico Bodini è intervenuto, dopo le affermazioni dell’ex sindaco Enzo Tenti, per fare chiarezza sulla gestione del bilancio 2012. Ecco le sue puntulizzazioni.
Da consigliere di maggioranza ed assessore al bilancio, ho limitato le dichiarazioni alla stampa per non alimentare polemiche, perché preferisco il confronto diretto con l’opposizione in consiglio comunale. Mi rendo conto però che alcune affermazioni dell’opposizione lette su giornali non si possono far passare sotto silenzio e quindi schematicamente anticipo delle risposte che naturalmente saranno riprese in consiglio a tempo opportuno. Sul bilancio 2012 gestito solo per tre mesi dalla passata amministrazione e quindi con una responsabilità limitata rilievo. Il passaggio di consegne dell’amministrazione è stato fatto il 9 maggio e in quella data il rispetto del patto di stabilità era già stato compromesso perché nei primi mesi del 2012 sono stati pagati gli arretrati degli anni precedenti ai fornitori del Comune per una cifra esorbitante e quindi queste uscite di cassa sono andate inevitabilmente a carico del patto di stabilità 2012.  Sull’avanzo contabile che l’amministrazione Tenti ha avuto nel 2011 e quindi non ci sono buchi nel bilancio. Su questa banale semplificazione è sufficiente rilevare che il rendiconto di bilancio 2011 non prevedeva nessun fondo di accantonamento per residui attivi inesigibili, cioè entrate già contabilizzate nel bilancio però non ancora incassate e che difficilmente lo saranno. Come esempio ricordo le migliaia di euro per numerose rette non pagate dei servizi scolastici risalenti ai primi anni 2000, oppure i crediti in contenzioso giudiziario che, comunque andrà a finire, saranno decurtati di un quarto per le spese di incasso (aggio)… e qualcuno sostiene di aver lasciato un bilancio sanissimo.
PS: Ho letto anche che il nostro Comune aveva a disposizione 250mila euro dal dividendo delle riserve della Tam una società di servizi partecipata del Comune. E’ stata la solita sparata propagandistica dell’opposizione, perché il dividendo, che in realtà sarebbe stato di 25 mila euro (dieci volte meno), è stato bocciato dalla Provincia di Milano, l’azionista di maggioranza.

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