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Un vecchio adagio dice che “quanto la gatta va al lardo finché ci lascia lo zampino”. 
Sì, proprio quello che è capitato all’ex sindaco Enzo Tenti e alla consigliera comunale Alessandra Lucchesi. Infatti a furia di dire che avevano sempre ragione stavolta sono stati smentiti clamorosamente dal Tar, a cui si erano rivolti per far valere le loro richieste, e quel che peggio sono stati condannati a pagare al Comune le spese di lite. La cifra è modesta, ma la figuraccia enorme. Un assist per l’amministrazione Bagini che in un comunicato ha reso noto i termini della controversia in cui Tenti e Lucchesi si sono ritrovati soccombenti.
<Poco tempo fa Tenti sulla stampa locale, dichiarava nei confronti della maggioranza: “Non si rendono conto che questi buchi di bilancio li stanno creando con le proprie scelte o mancate scelte. Tra i punti spicca la scelta di non incassare la fideiussione del privato che opera sull’area del bosco del Bacin, scelta su cui l’opposizione ha presentato ricorso al Tar”.
Ebbene, proprio lunedì scorso si è saputo che è stata dichiarata l’inammissibilità del ricorso dando ragione all’amministrazione Bagini e condannando i ricorrenti, i consiglieri Tenti e Lucchesi, a pagare in favore dell’amministrazione le spese di lite, quantificate in 1.500 euro.
Ciò dimostra la scarsa lungimiranza politico-amministrativa di Tenti, di cui i cittadini vittuonesi già se ne erano resi conto e lo avevano dimostrato alle ultime elezioni amministrative, oltre ai loro stessi alleati politici (Annamaria Restelli) che si sono staccati dal gruppo consiliare di minoranza.
Questa sentenza dimostra come l’atteggiamento dell’ex sindaco nel risolvere i problemi di bilancio rispecchi molto quella finanza allegra di berlusconiana memoria che tanti danni ha fatto al paese.
La proroga contestata nel ricorso, deliberata dalla giunta comunale non ha comportato aggravi a carico del Comune, in quanto non si rilevava urgente necessità di avere la disponibilità di un ulteriore magazzino comunale stante l’utilizzo dell’attuale in via Volontari della Libertà, anzi ha permesso l’introito di un indennizzo finanziario pari a euro 95.000 , come sanzione per il ritardo dei lavori, perciò scelta oculata coerente che evidenzia un’allenta gestione amministrativa.
L’ex sindaco dice che “vogliamo amministrare facile, senza cercare soluzioni alternative”, dal Tar della Lombardia ci viene l’indicazione che le tanto sbandierate soluzioni alternative non esistono, occorre solo rigore, serietà e concretezza, caratteristiche proprie della maggioranza che amministra Vittuone>.

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