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Alfredo Celeste
Ricevo e pubblico questa nota di Alfredo Celeste in merito alla causa con il settimanale L’Altomilanese. 
L’enfasi data da “Altomilanese” alla notizia della archiviazione da parte del GIP di Milano di una mia querela nei loro confronti è senz’altro giustificata e comprensibile. Le decisioni di un giudice si rispettano anche se, perplessi, riteniamo una notizia falsa (quale l’assenza di collaudo sui tre ambiti di intervento dell’area feste sotto la mia amministrazione) un fatto e non un’opinione. Per questo avremmo avuto piacere che l’“Altomilanese” avesse riportato onestamente, certo non pretendendo la stessa esultanza di cui sopra, anche le condanne per diffamazione comminate ai suoi giornalisti, per un senso di eleganza professionale ma, soprattutto, per trasparenza e amore della verità. Di recente infatti il Tribunale di Biella in data 24/9/2018 ha condannato il sig. Ersilio Mattioni, alla pena di 1.000 euro di multa per diffamazione nei confronti di terzi, oltre al pagamento delle spese processuali (2.350 euro ) e al risarcimento della parte offesa (5.000 euro).

Sempre e solo per amore della verità, sarebbe stato anche il caso di pubblicare le motivazioni della tanto citata sentenza di Biella del 9 gennaio 2014 di non luogo a procedere. Tale esito è stato determinato, secondo il G.U.P. procedente, per gli 8 articoli incriminati per cui era stata esercitata l’azione penale, dal fatto che i responsabili avessero fatto… “critica politica, pur accesa… in un contesto di polemica politica (quindi come una parte politica concorrente e non una descrizione di fatti di cronaca n.d.r.) e per questo, scrive il giudice ancora nella sentenza (pag. 5), molto opinabile… in tema di diffamazione a mezzo stampa il rispetto della verità di un fatto assume in riferimento all’esercizio del diritto di critica politica un limitato rilievo necessariamente affievolito rispetto alla diversa incidenza sul versante del diritto di cronaca, in quanto la critica, quale espressione di opinione meramente soggettiva, ha per sua natura carattere congetturale… (tradotto: si può fare polemica politica accesa su ipotesi e congetture, anche se i fatti non sono veri). Ovviamente la querela da me proposta…poteva ben essere sottoposta all’attenzione del giudice… (pag. 6), tanto che aveva portato il P.M. alla decisione di esercitare l’azione penale (altro che querela temeraria come strombazzato dal foglio settimanale). In ogni caso, se i querelati ritengono che vi siano gli estremi per la sussistenza del reato di calunnia per la pretesa pretestuosità delle accuse rivolte, agiscano pure in tal senso: andremo finalmente in dibattimento, l’unico luogo presente e futuro di dialogo con questi miei “affezionati” antagonisti politici. 
Il Tribunale ordinario di Biella, in composizione monocratica, in data 24/09/2018, ha emesso la seguente sentenza: ai sensi art 533- 535 c.p.p. Mattioni Ersilio, responsabile del reato a lui ascritto e riconosciute le circostanze attenuanti generiche equivalenti alla contestata aggravante, lo condanna alla pena di euro 1.000  di multa , oltre al pagamento delle spese processuali. Visti gli art. 163 e 175 c.p. concede all’imputato i doppi benefici di legge. Visti gli art 538 e sgg c.p. condanna Mattioni Ersilio  al risarcimento dei danni subiti dalla costituita parte civile che liquida definitivamente in euro 5.000. Visto l’art 541 c.p.p.c condanna Mattioni Ersilio al pagamento delle spese sostenute dalla parte civile per la costituzione in giudizio, che si liquidano nella somma di euro 2,350 oltre CPA ed Iva come per legge. Il sig. Mattioni, divenuto ahimè pregiudicato, avrà il coraggio di pubblicare anche questa sentenza che lo qualifica come diffamatore?

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