Se Atene piange, Sparta non ride. Sì, fuor di metafora, se il Pdl nazionale è a pezzi, quello cittadino non se la passa meglio.
Lo stato di salute che il partito sta esprimendo sia nella vita della comunità che nelle istituzioni è per così dire da coma profondo. Anzitutto è sparito dalla scena politica cittadina come se non fosse mai esistito. Da tempo memorabile infatti non interviene su nulla e non organizza neppure un semplice banchetto con la bandiera per marcare la presenza e certificare la sua esistenza. Una diserzione che appare come una resa desolante alla propria inadeguatezza.
I suoi rappresentanti in consiglio comunale, tranne Emilio Sopracolle che interviene anche quando sarebbe meglio che stesse zitto, non hanno sinora mai aperto bocca. Un record difficilmente battibile. Siedono nei banchi consiliari solo per alzare la mano e anche in modo discutibile come quando si sono astenuti in luglio sulla proposta di destinare il gettone di presenza per estendere l’orario di apertura della biblioteca. Nessun contributo per far meglio né in consiglio comunale né nel partito d’appartenenza.
In giunta, se si esclude Dario Ceniti, che ha occupato la scena con tutta una serie di lavori e attività e ora con altri progetti che si promette di realizzare, il resto non è che si sia distinto per grande attivismo.
Corrado D’urbano per esempio si era impegnato di realizzare la residenza sanitaria anziani, ma è da tempo materia della trasmissione “Chi l’ha visto?”.
Renato Laviani è costantemente sotto il mirino dell’opposizione che non perde occasione per crocifiggerlo per le sue presunte o tali carenze.
Sonia Cagnoni, a parte il piano per il diritto allo studio, non risulta pervenuta. Un fallimento di idee e progettualità del Pdl che conferma che la politica non è un’attività che s’improvvisa.
Una situazione disarmante che richiede interventi drastici per invertire la rotta.
Ma come fare? L’unica soluzione sarebbe quella di commissariare la sezione per ricostruire gradualmente e con persone nuove il Pdl, ma con il coordinamento provinciale sotto scacco della magistratura appare un’operazione in questo momento impraticabile.
Intanto il Pdl è sempre più in coma profondo. Si risveglierà? Chissà, ma le premesse non sono particolarmente fauste.

Ma Ceniti non è il coordinatore del PdL Cornaredo?
e' il co-coordinatire insieme alla Cagnoni… non pervenuta
Il lavoro piu' " grande" e piu' " osceno" nato sotto il segno di Ceniti e' stato il terrapieno di Viale della Repubblica….Tre settimane di lavoro per " tirarlo su" con decine e decine di camionate di terra…..Ora non c'e' quasi piu': si sono accorti che non serviva a nulla !!!!!
…io non mi ricordo di altri lavori ideati da lui. Poichè quelli di cui si vanta li aveva programmati e finanziati Meregalli!!!
aldilà delle inutili chiacchiere e delle invidie da cortile i fatti parlano chiaro: Cornaredo ha cambiato volto. Grazie Ceniti