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Ma il Pdl esiste ancora nella geografia politico-amministrava cittadina? L’interrogativo non è accademico come magari potrebbe sembrare, ma è invece espressione di un problema urgente e indifferibile per il bene della città stessa. 
Non è un caso che Paolo Colombo (Pdl), presidente del consiglio comunale, stando a indiscrezioni, abbia mandato proprio in questi giorni a consiglieri comunali e assessori pidiellini e organi del partito cittadino una lettera per esprimere e denunciare il profondo disagio organizzativo e operativo in cui -dal suo punto di vista- si dibatte il Pdl e la necessità di mettere in campo idee e persone all’altezza del compito e della mission politica.
Un Sos con largo anticipo rispetto alla scadenza del mandato amministrativo nella speranza che si cambi registro per mantenere vive le chance competitive. Ma, aldilà delle critiche, anche se provenienti da una figura istituzionale importante come Colombo, ciò che si impone all’evidenza è che il Pdl non ha alcuna visibilità e rappresentanza in città sotto l’aspetto puramente politico nei luoghi istituzionali. 
In consiglio comunale per esempio il gruppo non dà alcun contributo (il capogruppo Emilio Sopracolle a dire il vero interviene, ma per dire cose stravaganti come nell’ultima seduta in merito al gettone di presenza), gli altri sono terribilmente afasici. Nessuno ha mai sentito la loro voce, né cosa pensino veramente, che cosa capiscano di quel che si svolge sotto i loro occhi o va in scena. Una situazione da lasciare increduli, ma tant’è. C’è da chiedersi: una città di 20.000 abitanti può esprimere un gruppo politico così palesemente non rappresentativo? Certo c’è l’attenuante che quando si è votato nel 2009 nessuno ci credeva alla vittoria e la lista del Pdl è stata allestita alla bell’e meglio più per far numero che altro. Tuttavia alzando la mano tornano utili e la forza dei numeri conta su quella delle idee. Poi la minoranza forse non ha fatto più di tanto per mettere in crisi la maggioranza consiliare Pdl-Lega nord senza idee e progettualità. 
Basti pensare che il bilancio è stato approvato fra il silenzio imbarazzante dei gruppi consiliari della maggioranza. Non ne parliamo della recente querelle fra Dario Ceniti (Pdl) e Gabriele Montrasio(Lega nord) in cui nessun esponente del Pdl è intervenuto per spendere una parola a sostegno del suo assessore, che è l’unico che ha lavorato e salvato dal grigiore l’amministrazione Bassani.
 Invidia? Gelosia? Miopia? Chissà, ma è sintomatico che quando Montrasio ha manifestato la volontà di dimettersi (o forse si era per davvero dimesso) risulta che il vicesindaco Sonia Cagnoni(Pdl) e pare anche Sopracolleabbiano addirittura telefonato a Montrasio per incoraggiarlo a tenere duro. 
Un comportamento che si commenta da solo e che dà la cifra del Pdl cornaredese e del suo gruppo dirigente. Urge dunque una classe dirigente all’altezza. Ma saprà darsela?
One thought on “CORNAREDO Pdl, chi l’ha visto negli ultimi tre anni?”

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