Il federalismo fiscale? E’ più o meno come l’araba fenice, ovvero tutti sanno a parole che c’è, ma nessuno sa dov’è realmente. Parola di Rifondazione comunista sulla scia del bilancio 2012 che in municipio si apprestano ad adottare. L’eloquente esempio? L’Isee basso.
Infatti per l’amministrazione Gibillini -osserva Simone Baroni, segretario di Rc- “chi ha l’Isee basso è un potenziale evasore, mentre i più benestanti hanno diritto a ricevere un sostegno maggiore in considerazione dello stile di vita, dalla loro presentazione del bilancio non si evince nessun intervento redistributivo che aumenti la copertura del costo dei servizi per la fasce più alte per favorire chi sta subendo le conseguenze della crisi”. Strano ma tant’è.
Intanto rinnegando “il principio del ‘meno tasse per tutti’ -aggiunge Baroni– ha aumentato l’Imu sulle abitazioni non principali. Legittimo anche se inusuale applicare l’aliquota massima a banche e assicurazioni, ma per contro non si comprende il senso dell’aumento dell’aliquota sui locali sportivi come non si comprende per quale motivo non venga adottata l’aliquota massima sulle seconde case sfitte e sulle categorie che provocano ulteriore consumo di suolo. Sarebbe un incentivo all’incontro domanda/offerta di appartamenti in locazione, soprattutto se si considera che l’amministrazione aveva già promosso il dialogo con i proprietari di appartamenti senza ottenere particolari riscontri. Sarebbe inoltre un’entrata ulteriore da destinare ad abbattere l’aliquota di un’altra categoria, oppure da finalizzare a non ridurre l’offerta pubblica di servizi”. Rifondazione comunista non sta allo strano federalismo fiscale di Gibillini e la incalza a rendere pubblici i motivi che l’hanno spinta a intervenire sulle aliquote Imu così come ha fatto. Insomma è proprio vero -si chiede Baroni- che il “federalismo fiscale di Gibillini e soci è solo l’ennesimo slogan che maschera il semplice far quadrare i conti?”