Il Partito democratico di zona vuole dare il suo contributo per rendere mano amara l’Imu e costruire bilanci comunali che non siano lacrime e sangue. E così i circoli del Magentino e dell’Abbiatense si sono in questi giorni ritrovati per confrontarsi e definire proposte per le scelte di bilancio e la determinazione delle aliquote di imposte, tasse e tariffe.
L’incontro è culminato in una serie di considerazioni e suggerimenti per ridurre gli effetti dell’imposta.
Quali?
Anzitutto considerando che per la definizione delle aliquote Imu occorre garantire le coperture di bilancio per cui allo stato, con i tagli dei trasferimenti che i Comuni subiranno e con la necessità di garantire i servizi, appaiano limitate le possibilità di contenere l’imposta nell’aliquota minima, ossia di applicare riduzioni a particolari categorie.
Comunque molte considerazioni portano nella direzione di cercare di contenere l’aliquota per le abitazioni principali nella misura dello 0,4%.
Tuttavia è opportuno verificare la possibilità, nei limiti consentiti dalla norma e al fine di conseguire una maggiore equità nella ripartizione degli oneri derivanti dall’imposta, di inserire degli elementi di progressività (che devono essere speculari alle aliquote Irpef).
Eppoi è opportuno prevedere delle aliquote diversificate per gli immobili non aventi la caratteristica di abitazione principale, con valori crescenti di tali aliquote, a seconda che siano, rispettivamente: locati a canone concordato (e assimilati, quali contratti transitori e per studenti universitari), ovvero alloggi delle cooperative a proprietà indivisa, ovvero concessi in comodato gratuito ai parenti prossimi; locati a canone di mercato; sfitti.
In ogni caso il 2012 è per l’Imu un anno di sperimentazione per cui è preferibile orientarsi alla massima prudenza.
Invece per il 2013 si potrebbe pensare di chiedere di destinare gli introiti derivanti da una ben organizzata ed efficiente operazione di accertamento Ici/Imu alla costituzione di un fondo Imu per i casi meno abbienti, sotto la soglia della povertà e per ottenere un abbassamento generale dell’imposta sulla prima casa.
