Le risorse sono sempre meno e per aggiustare le strade non resta che alienare gli immobili. Non è forse il massimo, ma è la fotografia degli enti locali che fra tagli, ridotti trasferimenti e spending review si ritrovano con le casse vuote e impossibilitati a investire anche per interventi indispensabili.
Certo è che l’amministrazione comunale, non avendo altre alternative, sta pensando di vendere le case ex Inco di via 2 giugno per far fronte con il ricavato alla sistemazione delle vie più malmesse.
Del resto le strade funzionali e ben tenute sono il biglietto da visita della lungimiranza di ogni amministrazione comunale efficiente e che vuole garantire sicurezza e decoro. Il proposito con l’operazione è realizzare almeno 200-300.000 euro per riuscire a dare attuazione al piano strade che era stato a suo tempo approvato.
“La situazione finanziaria -afferma il sindaco Alfredo Celeste– a causa del mancato introito dell’Imu, dei trasferimenti statali tagliati e del patto di stabilità da rispettare non ci consente di intervenire. L’unica via d’uscita è vendere le case di via 2 giugno con le aree in diritto di superficie per reperire le risorse necessarie. L’ufficio tecnico sta lavorando per predisporre il bando”. L’obiettivo è sistemare le vie Mascagni, San Remigio, De Nicola, Fermi e altre che hanno proprio bisogno di essere rimesse a nuovo. La politica dei tagli, imposta dai governi che si sono succeduti, non poteva che portare a questi desolanti risultati.