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Il Comune da anni anticipa le somme per pagare la retta di ricovero di Silvana T., ma sinora, nonostante tutto, non è riuscito a farsele rimborsare. Strano, ma tant’è. 
Un malvezzo che ha indotto l’amministrazione comunale a rivolgersi a uno studio legale per provare a recuperare il dovuto. 
La storia è questa. Il Comune a furia di anticipare a titolo di prestito i quattrini necessari per il pagamento della retta di ricovero della donna a una struttura sanitaria (Rsa) ha finito per accumulare un credito di ben 111.791,52 euro alla data del 31 dicembre 2012. Un’esagerazione per attendere ancora, anche in considerazione che l’anziana, disponendo di proprietà immobiliari sul territorio cornaredese, sarebbe nelle condizioni per far fronte al debito.

Ma il suo amministratore di sostegno si deve essere dimenticato del suo compito e il debito cresce di mese in mese. Certo è che i numerosi e continui solleciti rivolti all’amministratore di sostegno della donna per addivenire a una soluzione bonaria del curioso contenzioso non hanno avuto alcun riscontro. Da qui l’incarico agli avvocati Pietro Ferraris e Luca Patti per tutelare l’interesse dell’ente e intrapendere le azioni necessarie per rientrare del consistente credito. La singolarità è che l’amministratore di sostegno, nominato dal giudice tutelare della donna, non si è per niente attivato a dare corso alle richieste dell’ente. Abbastanza anche per segnalare eventualmente la condotta dell’amministratore di sostegno al giudice tutelare. Del resto non si capisce la ragione per la quale non abbia assolto la sua funzione. Insomma fra ritardi, inerzia e disinteresse i cordoni della borsa del Comune si allargano sempre più. Ora anche le spese legali per rientrare dal prestito.

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