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Da rinvio a rinvio, il tormentone continua. Il Tribunale ha aggiornato oggi pomeriggio al prossimo 18 febbraio l’udienza per decidere se irrogare o meno misure di sorveglianza all’ex sindaco Alfredo Celeste. La decisione è maturata sulla scia dell’impossibilità di mettere a disposizione delle parti della relazione prefettizia e degli allegati che è stata alla base della decisione del Ministero dell’Interno di sciogliere il Comune. Il Tribunale non ha potuto consegnare copia del documento per via del diniego invalicabile della prefettura, ma per contro si è detto pronto a dare in visione (senza estrarre copia) nel giro di qualche giorno la relazione e gli allegati.

Da qui l’aggiornamento dell’udienza. Certo che è sconcertante che in uno Stato di diritto si neghi agli interessati il dossier che li riguarda direttamente. Non si capisce la ragione di un simile comportamento, ma tant’è. “L’opposizione di prefettura e ministero -afferma Alfredo Celeste– è incomprensibile e assurda sia per la totale mancanza di trasparenza che per i diritti lesi a meno che si voglia coprire qualcuno. Ma se così fosse, chi si vuole tutelare? Poi non è ammissibile che un’intera comunità a causa dell’ostinata contrarietà non sappia per quali motivi è stato sciolto l’ente. Un vulnus grave che permette di gettare con disinvoltura nel cestino ben 5.000 voti. Se questa è trasparenza…”.

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