Sul municipio che sarebbe una casa di vetro, stando al progetto appena approvato dalla commissione prefettizia, ricevo e pubblico questa nota dell’ex sindaco Alfredo Celeste.
L’art. 147 del D.lgs. n. 267 del 2000 stabilisce che gli enti locali, nell’ambito della loro autonomia normativa e organizzativa, individuano strumenti e metodologie per garantire, attraverso il controllo di regolarità amministrativa e contabile, la legittimità, la regolarità e la correttezza dell’azione amministrativa. Da ciò discende un’innegabile connessione tra il sistema dei controlli e il sistema di prevenzione della corruzione. In attesa di pervenire alla definizione del piano triennale della prevenzione della corruzione, e quindi nello stesso prevedere le modalità di integrazione con il sistema dei controlli, con delibera del consiglio comunale n. 5 del 06 marzo 2013 (con giunta Celeste) è stato approvato il regolamento del sistema dei controlli interni.
Con determinazione del segretario generale n° 344 del 03 luglio 2013 è stato approvato il protocollo operativo del controllo successivo di regolarità amministrativa e il programma dei controlli ai sensi dell’art. 17 del regolamento del sistema dei controlli interni.
‘Con determinazione del responsabile dell’area finanziaria e risorse n° 3489 del 04 luglio 2013 è stato approvato il protocollo operativo del controllo di gestione ai sensi dell’art. 24 del regolamento del sistema dei controlli interni’.
Questo è un passaggio della relazione del nuovo segretario comunale dottor Domenico Luppino a proposito delle misure inerenti la prevenzione della corruzione. Come si può constatare la prima misura importante è stata intrapresa dall’amministrazione comunale arbitrariamente “licenziata” dal potere burocratico.
Ai nuovi supporters autolesionisti dei burocrati consegniamo una riflessione: come possa definirsi “una casa di vetro” quella struttura che ha timore di rispondere a domande semplici sulla trasparenza e a tutela dell’interesse pubblico?
In particolare perché non si risponde:
a) richiesta di revoca di deliberazione commissariale per un impegno di spesa di 19.000 euro per un incarico legale aggiuntivo che non poteva essere assunto.
b) perché non si risponde alla richiesta di spiegazioni sulla nomina del revisore dei conti della farmacia comunale assunto senza un avviso pubblico e grazie, forse, a una soffiata tra amici?
Per ultimo: una vera “casa di vetro” prevede la pubblicazione degli emolumenti e della dichiarazione dei redditi di coloro che amministrano le risorse pubbliche: i commissari straordinari sono marziani e non assoggettati alle leggi dell’ordinamento italiano?
