Il Movimento 5 Stelle vuole vederci chiaro sulla vicenda della cava Bergamini che proprio in questi giorni è approdata in Tribunale per il ricorso del cavatore contro l’onerosa multa che il Comune gli ha irrogato per l’escavazione abusivia di ben 91.000 mc.
Come noto sul territorio di Bareggio, nei pressi della cascina Bergamina, è attiva da quasi 30 anni una cava di sabbia e ghiaia gestita dalla stessa proprietaria Cosmocal Spa. Attualmente la convenzione è scaduta, l’attività estrattiva è ferma ed è pendente un ricorso al Tribunale da parte del Comune di Bareggio con la richiesta di 1 milione di euro di danni. Il Comune, a seguito della verifica effettuata lo scorso anno, avrebbe infatti rilevato, nel periodo dal 18/1/2006 al 4/3/2013, l’estrazione di ben 91.100 mc di materiale in più rispetto a quanto autorizzato. In attesa della pronuncia della Magistratura (non vogliamo entrare nel merito della questione), ci sentiamo però in dovere di porci la seguente domanda: Perché per 7 anni l’amministrazione non ha effettuato i controlli sull’attività svolta dal cavatore nonostante essi siano espressamente previsti dalla convenzione all’art. 9 (“Il Comune controllerà l’esecuzione dei lavori … e verificherà annualmente e in contradditorio con la ditta il volume del materiale estratto ai fini della determinazione del contributo…”)?
Tali obblighi sono richiamati anche dalla Provincia di Milano nelle Autorizzazioni Dirigenziali del 27/3/2006, del 13/4/2006 e del 30/7/2010 che individuano nel sindaco il responsabile dei controlli: “Il sindaco del Comune di Bareggio … è incaricato della vigilanza sulla conformità delle opere a quanto autorizzato …” e segue “demandare al Sindaco del Comune di Bareggio la vigilanza sull’attività della ditta affinché la stessa avvenga nel rispetto delle modalità, dei tempi, dei limiti e delle prescrizioni indicate … sia per quanto riguarda l’attività estrattiva che per quanto concerne il recupero ambientale della zona durante ed al termine della coltivazione”.Considerato che la convenzione prevede che la Cosmocal paghi al Comune 41 cens per ogni mc. scavato ed un ulteriore terzo a favore del Parco Agricolo Sud Milano, i mancati controlli e l’eventuale escavazione di ca 91.100 mc non dichiarati, implicano per la proprietà un risparmio di ca 50.000 euro di cui 37.351 sarebbero di mancato incasso per le nostre casse comunali. Non sappiamo perché i controlli non siano stati fatti, ma riteniamo importante ricostruire le responsabilità e le cause delle inadempienze perché come cittadini siamo stanchi di assistere alla costante deresponsabilizzazione dei politici e dei burocrati che non hanno mai colpa di nulla. E’ arrivato il momento che chi è stato disattento o negligente (nella migliore delle ipotesi) ne risponda anche a titolo personale e dal punto di vista patrimoniale! Ma se quanto precedentemente detto riguarda il passato occorre anche pensare al futuro del sito e durante la visita che la neo costituita commissione Cava ha effettuato lo scorso 15 marzo abbiamo potuto costatare come la Cosmocal spa abbia già elaborato un progetto di ampliamento della cava in direzione Cusago che prevede un’ulteriore estrazione di ca 900.000 mc (pari a ca il +50% dell’attuale) e abbia già acquistato un terreno, oggi a prato, confinante con la strada per Cusago, evidentemente considerando scontato il rinnovo e l’ampliamento del Piano Cave Regionale dopo il 2016, anno di scadenza dell’attuale. Considerato però che in questo ambito si scava da quasi 30 anni, dobbiamo chiederci quanto riteniamo accettabile un ulteriore sfruttamento del territorio che oltretutto fa parte del Parco Agricolo Sud Milano e che è adiacente alle aree di interesse ambientale del Fontanile Nuovo di Bareggio e del Bosco di Cusago. E quanto riteniamo accettabile il traffico pesante (camion movimento terra e betoniere) che transitano sulle nostre strade? Sappiamo bene che il piano cave dipende dalla Regione e non dal Comune, ma riteniamo che la giunta Lonati debba agire al massimo di quanto è consentito per tutelare il territorio di Bareggio, pertanto il M5S di Bareggio fa all’amministrazione comunale le seguenti richieste:
1) Che in sede di rinnovo della convenzione, prevista entro l’estate, si definiscano chiaramente le regole relative alla sicurezza del sito e le norme per la viabilità, ripartendo da quanto previsto nella Valutazione di Impatto Ambientale (V.I.A) del 18/11/2010 nella quale si prevede che l’accesso alla cava avvenga attraverso al S.P 162 “Gaggiano – S Pietro All’Olmo” che collega la ex SS 11 con la S.P. 114 “Baggio-Castelletto”.
2) Che si rediga un’accurata relazione per sostenere, in ambito regionale ed in tutte le sedi preposte, che con la scadenza dell’attuale Piano cave nel 2016 non vengano rinnovate le autorizzazioni a scavare negli ambiti già fin troppo sfruttati proponendo anche un progetto di recupero ambientale della zona che preveda idonei percorsi ciclo-pedonali e naturalistici.
3) Che si valuti la possibilità di un’azione di responsabilità nei confronti degli amministratori e dei funzionari pubblici che non hanno adempiuto (o lo hanno fatto con negligenza) agli obblighi di controllo previsti, causando un danno alle casse comunali.
Il Movimento 5 Stelle di Bareggio si fa portavoce di tutti quei cittadini che vogliono “vederci chiaro” nella gestione del patrimonio comune che deve essere una risorsa per la comunità e non essere gestito con estrema negligenza o peggio con lo scopo di avvantaggiare alcuni soggetti.