Troppe favole, a da retta al Partito democratico, dal consigliere comunale (ex sindaco) Enzo Tenti. Il Pd prende cappello, dopo le ultime uscite del gruppo Insieme per la Libertà che fa capo a Tenti e Alessandra Lucchesi, e lancia i suoi siluri. “Acqua, tasse e tesoretti -attacca il Pd– sono gli ingredienti di base della più aggiornata narrazione di favole che il consigliere Tenti ha proposto recentemente sulla stampa locale. La casa dell’acqua installata a Vittuone il 24 marzo 2012 dalla società di diritto pubblico Cap Holding, impianto previsto dalla convenzione per la gestione del servizio idrico integrato, è diventata sorprendentemente una iniziativa dell’allora ancora sindaco Tenti che, per sua ammissione, pur non avendone mai condivisa la esistenza, ma folgorato sulla strada di Damasco, a fine mandato e in piena campagna elettorale si è auto insignito del titolo di cavaliere dell’acqua pubblica. E per meglio marcare il suo segno fece predisporre una gettoniera per il pagamento della frizzante, salvo immediatamente occultare il cartello indicante il prezzo perché durante la notte un grillo parlante gli ricordò che un po’ di demagogia populista prevedeva di nascondere una pur giusta misure”. Il Pd sottolinea “che il comitato referendario non si batteva per l’acqua pubblica e frizzante, ma solo per quella naturale di rete, senza pregiudizi per la voluttuaria esigenza di anidride carbonica che alcuni cittadini legittimamente possiedono, purché ovviamente sostengano almeno il mero costo di produzione. Principio del resto osservato nella stragrande maggioranza dei Paesi nord europei e in gran parte dei comuni italiani. L’amministrazione ha voluto comunque verificare quanto incidesse questo costo e constatato che si tratta di migliaia di euro, ha pensato di non far pagare a tutti, ma solo agli utenti, un bene-servizio non indispensabile”. Il Pd è ironico e pungente. “Comprendiamo che a molti lettori abbiamo forse fatto scoprire l’acqua calda, ma bisogna avere pazienza con chi ancora crede che si possa fare politica svolazzando fra le nuvole e fermandosi alla scoperta dell’acqua fredda”. Poi il Pd smonta quella che chiama la leggenda del tesoretto di 1,5 milioni che Tenti reclama di aver lasciato in eredità alla giunta Bagini.” In realtà -puntualizza il Pd– ha lasciato a maggio 2012, uno sforamento dal patto di stabilità di oltre due milioni di euro, ma se Tenti vuol riferirsi al valore del capannone previsto in cessione al Comune dalla convenzione con la societ. TECNO-IN per la cosiddetta operazione bosco del Bacin, è bene ricordare che quella lottizzazione non è diventata una mega cementificazione solo grazie all’intervento di LEGAMBIENTE, alla ragionevole trattativa che il committente ha intavolato con interlocutori ben più affidabili del cavaliere alato. L’attuale amministrazione ha semplicemente evitato di trasformare il valore di un inutile capannone in opere di manutenzione infrastrutturali (strade, scuole, verde e cimitero) la cui necessità è sotto gli occhi di tutti”. Infine il Pd sulle indennità degli amministratori sottolinea che “non solo non sone aumentate, sono addirittura diminuite. L’amministrazione Bagini si è insediata infatti con emolumenti agli amministratori inferiori a quella di Tenti che aveva anche 2 assessori in più. Ringraziamo comunque le stimolanti sparate del gruppo consigliare di Tenti in quanto raccontando una storia che non c’è ci aiuta a tenere desta l’attenzione dei cittadini”.
