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Con le testimonianze di ieri pomeriggio dei dipendenti comunali Giancarlo Quartieri (ora ex), Luigi Serati ed Emiliana Lazzaroni, davanti alla sezione misure di sorveglianza del Tribunale di Milano, si sono concluse le audizioni programmate. Il 16 dicembre prossimo la requisitoria e le arringhe, poi il verdetto che in realtà è un’ordinanza  che stabilisce misure o meno di sorveglianza a carico dell’ex sindaco Alfredo Celeste. Intanto anche quest’ultime audizioni si sono rivelate difforme dalle conclusioni della relazione della commissione di accesso, che è stata alla base del commissariamento del municipio. Un’altra spallata alla ricostruzione dei fatti della commissione d’inchiesta.

Quartieri, ex capo dell’ufficio tecnico, ha seccamente negato che abbia mai ricevuto pressioni dal sindaco o da altri o che gli abbiano indicato ditte a chi affidare eventuali appalti, anzi nei suoi progetti -ha precisato- c’era l’idea di creare un apposito albo a cui rivolgersi per le necessità dell’ente, ma il proposito -ha aggiunto- è fallito per la scarsa collaborazione delle altre unità del settore. Insomma che ha lavorato in piena e completa autonomia e senza alcuna interferenza nelle gare di appalto. Ha anche puntualizzato che quanto nella relazione gli viene attribuito non corrisponde a quello detto alla commissione d’accesso e che in ogni caso non ha mai firmato verbali. Lazzaroni che è stata interrogata sui rapporti fra il Comune e l’imprenditore Aldo De Lorenzis ha confermato che quest’ultimo non ha mai ricevuto indietro denaro che aveva già versato alle casse municipali. Inoltre ha spiegato che De Lorenzis dal 2002 al 2009 non ha mai versato soldi all’ente, anzi ha incominciato a pagare qualcosa proprio a partire dall’amministrazione Celeste. Nessun trattamento di favore. Infine Serati che è stato sentito sui lavori alle case popolari di via Fagnani ha precisato che qualche intervento era stato fatto dall’amministrazione Re, ma solo con quella di Celeste le cose sono incominciate a cambiate agendo sull’Aler. Ha ricordato un episodio curioso, ovvero l’Aler che in occasione di una festività natalizia aveva inviato in municipio un regalo (quadro), ma il sindaco l’aveva fatto restituire al mittente con una lettera di accompagnamento di disapprovazione per il suo operato.

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