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L’udienza che è andata in scena all’ottava sezione penale del Tribunale di Milano ha visto sfilare sul banco dei testimoni dipendenti comunali, ex assessori, il comandante della locale caserma dei carabinieri, l’imprenditore Giulio Bonfadini e altri. Una giornata che è valsa a fare ulteriore chiarezza nel processo in cui fra gli imputati compareti l’ex sindaco Alfredo Celeste. Intanto il comandante Luca Avitabile ha spiegato che in occasione della venuta a Sedriano dell’allora consigliera regionale Minetti il servizio d’ordine era stato organizzato dalla Compagnia dei carabinieri di Abbiategrasso con la collaborazione della polizia locale cittadina. Tutto secondo le regole. Poi ha confermato che era stato informato del regolamento comunale per disciplinare l’apertura delle sale giochi e scongiurare abusi e infiltrazioni malavitose.

Il regolamento introdotto dalla giunta Celeste ha impedito l’apertura di una nuova sala e in ogni caso sarebbe stato impossibile perché la legge ne prevede una ogni 10.000 abitanti e per di più c’erano già tre richieste pendenti. Infine ha detto che per lui nel 2009 Eugenio Costantino era per così dire un illustre sconosciuto. Solo successivamente è venuto a conoscenza dell’inchiesta. Poi, a domanda del Pm, ha ricostruito alcuni episodi malavitosi accaduti in paese fra cui l’incendio a suo giudizio doloso, allo studio del commercialista Davide Delle Donne, che all’epoca era anche consigliere comunale di maggioranza. L’incendio si è registrato qualche giorno dopo che la maggioranza aveva respinto la mozione di sfiducia all’allora sindaco Celeste. Giuseppe Fusaro, dipendente comunale, forse per l’emozione, ha faticato a dar conto del regolamento in questione e dei chiarimenti forniti a suo tempo ai carabinieri. Guido Cattaneo dell’Associazione commercianti ha confermato che le pratiche per l’assegnazione degli spazi al Bennet erano gestiti da loro, come da convenzione e per garantire il massimo controllo e certezza sugli iscritti. Ha pure aggiunto che la richiesta di Costantino per uno spazio al centro commerciale è passata dall’Associazione. L’ex assessore Rino Rusciano ha puntualizzato che per aiutare gli amministratori a svolgere meglio il loro compito erano stati costituiti dei gruppi di lavoro e sull’Onlus Baco da seta ha detto che dava una mano nell’organizzazione della “giornata oncologica”, che peraltro era un appuntamento che già esisteva, e devolveva fondi. Il Comune non erogava soldi, ma aveva il ruolo di raccogliere contributi e poi distribuirli. Bonfadini ha smentito la versione dell’avvocato Guido Ranzani. Ha detto infatti che frequentava la sezione locale di Forza Italia e per ragioni di lavoro conosceva Ranzani che aveva l’ufficio nello stesso immobile del suo commercialista, che è peraltro lo zio dell’avvocato. Un giorno, stando al suo racconto, si è presentato a Ranzani non per proporgli affari e poltrone, ma dirgli che il candidato sindaco prescelto era Celeste. Ma Ranzani gli ha detto di no e a quel punto non essendoci le ragioni per approfondire il discorso ha soprasseduto. Tuttavia Bonfadini ha precisato che Ranzani non cessato l’attività a seguito a quell’incontro, come sostenuto da lui quando è stato interrogato, ma l’ha proseguita sino ad aprile nel tentativo fallito miseramente, di dar vita a una lista civica.

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