Una faticaccia quasi sino all’alba per approvare il bilancio 2015, ma con il rischio non proprio trascurabile che non sia servito granché. Sì, perché l’opposizione è uscita compattamente dall’aula al momento del voto e la maggioranza se l’è approvato da sola convinta che avesse i numeri. Ma, stando al regolamento, l’approvazione sarebbe avvenuta senza il numero legale in quanto per rendere valida l’approvazione occorre la presenza di 9 consiglieri comunali. Il guaio è che la maggioranza, dopo l’estromissione delle liste civiche, è costituita solo da 8 consiglieri più il sindaco, che però non rientra nel conteggio per il numero legale. Un bel guaio che potrebbe addirittura mettere a rischio la sopravvivenza stessa della compagine. La questione resta aperta, ma gruppi dell’opposizione si sono già ripromessi di ricorrere al Tar per chiedere l’annullamento del voto. Se dovesse accadere non sarebbe agevole per la giunta Lonati cavarsela. La situazione al momento appare complicata, ma gli amministratori non si sa se per scarsa consapevolezza o altro non sembrano preoccupati. Anzi la maggioranza, pur avvisata dalle minoranze all’uscita dell’aula che non c’era il numero legale, è andata avanti come un treno e nessuna verifica in corsa è stata fatta da chi di dovere per accettarne la fondatezza o meno dell’obiezione. Un’affilata spada di Damocle resta sospesa sul bilancio e sulla stessa sopravvivenza della maggioranza. Non è tutto. I firmatari (M5S, Bareggio 2013, Voi con noi e In volo) della richiesta della convocazione del consiglio comunale aperto sul bilancio hanno scritto al prefetto per sollecitare l’adunanza d’ufficio del civico consesso. Inoltre sono pronti a scrivere al Presidente della Repubblica e al Ministro dell’Interno per segnalare la mancata convenzione del consiglio comunale e le connesse inadempienze e invocarne le conseguenti sanzioni.