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Un altro passo in avanti per realizzare il campo pozzi a Cascina Croce. La giunta Santagostino in attesa che il confronto con gli enti coinvolti nel progetto (Parco agricolo, Asl, Consorzio Villoresi, Arpa) trovi una sua conclusiva definizione si è portata avanti. Infatti è intervenuta per avviare il procedimento di variante parziale al Pgt per la localizzazione dell’area a ridosso di via Pastrengo in cui ricavare il controverso campo pozzi, i cui esordi risalgono al lontano 2001. Tuttavia da allora a oggi fra modifiche (conformazione della struttura della centrale di trattamento, portata di acqua emunta dalla falda, territorio sovracomunale servito) e contestazioni non è mai riuscito a superare la fase di progetto preliminare.

Ma adesso sembra che i tempi siano maturi per realizzare quattro pozzi in Cascina Croce per attingere acqua da falde sotterranee e distribuirla a Cornaredo e nei Comuni a nord del Comune. L’amministrazione comunale ha fatto da subito una scelta netta: approfondire il progetto, valutando il costo/opportunità per la comunità, e decidere se proseguire o interromperlo. Da qui la richiesta a Cap, a cui spetta la realizzazione, di dare risposte in merito all’utilità odierna dell’opera, al rischio di inquinamento della falda sotterranea, alle ripercussioni sui fontanili, al rischio di creazione di depressioni nel terreno e al monitoraggio dei lavori e post-operam. Adesso la variante che, pur essendo un atto tecnico e forse dovuto, potrebbe prefigurare un orientamento dell’amministrazione comunale a dare disco verde all’intervento. La giunta Santagostino non ha mai fatto mistero di essere convinta del progetto, ma ha anche manifestato l’esigenza di prestare massima attenzione all’impatto che l’impianto avrà sul territorio e al monitoraggio necessario post-operam. Da qui il coinvolgimento delle associazioni ambientaliste e dei promotori della petizione contro l’opera. 

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