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Semaforo verde al campo pozzi di Cascina Croce. Il consiglio comunale nell’ultima seduta ha approvato la variante parziale per destinare un’area della frazione all’insediamento dell’impianto tecnologico. “La variante urbanistica -afferma il sindaco Yuri Santagostino– che anticipa la stipula della convenzione con Cap e l’iter che porterà a un pozzo spia per aggiornare i dati in possesso del gestore e predisporre il progetto esecutivo che sarà analizzato dagli enti competenti quali Città metropolitana, Arpa e Parco Agricolo Sud Milano. Del campo pozzi si parla dal 2001 -continua Santagostino– e non si è mai riusciti ad arrivare alla conclusione di questo progetto.

Con la variante urbanistica approvata invece prende avvio l’iter progettuale che porterà alla realizzazione del campo pozzi grazie a una politica capace di prendere le decisioni”. Si tratta di una centrale che, con quattro pozzi, servirà in parte il Comune di Cornaredo, ma anche più di 20 Comuni del nord-ovest Milano, proprio nell’ottica di avere una struttura a servizio di più comuni e un sistema idrico resiliente. Solo la Lista civica ha contestato con determinazione il progetto per via dell’impatto e degli effetti negativi sul territorio che avrebbe procurato con i tempo e ha presentato delle osservazioni, ma senza fortuna. “Il progetto presentato da Cap -puntualizza il sindaco-, il gestore del servizio idrico nell’area metropolitana di Milano,viene proposto sul nostro territorio perché ci troviamo in un’area geologicamente forte, quindi su una falda ricca di acqua pura cui si può attingere senza necessità di ulteriori trattamenti. La falda non è un lago sotterraneo che si esaurisce, ma è simile a un fiume che scorre sotto la pianura per poi finire nel mare.  Sin dalla campagna elettorale sono a stato a favore di questo progetto (la sua attuazione era prevista nel programma elettorale con cui mi sono presentato) dopo aver chiesto, nel 2012 da consigliere comunale di minoranza, che il progetto preliminare fosse sottoposto a valutazione ambientale e strategica per fugare dubbi e perplessità. Per questo -conclude il primo cittadino– abbiamo creato un percorso durato due anni coinvolgendo chi era contrario all’opera, non con l’intenzione di fare cambiare idea a qualcuno, ma per rispondere a tutte le domande poste da associazioni o privati cittadini, cosa che tra l’altro stiamo ancora facendo”.

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