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La crisi politica sembra finita. Infatti oggi il sindaco Giancarlo Lonati ha nominato i nuovi assessori e ridistribuito le deleghe anche agli assessori che sono rimasti al loro posto. E così al neoassessore Ivan Andrucci sono andate le deleghe all’ambiente e territorio (ecologia e tutela ambientale, sensibilizzazione ambientale, arredo urbano, verde pubblico e valorizzazione del territorio); lavori pubblici (edifici comunali, edifici per attività sociali e culturali, edilizia residenziale pubblica, edifici scolastici, espropri, impianti e reti tecnologici, impianti sportivi e ricreativi, manutenzione strade, cimitero), mentre a Lia Ferrari la delega alla cultura (supporto al settore servizi culturali, promozione di attività ed eventi culturali, biblioteca e promozione della lettura, sostegno e sensibilizzazione alla pace); sport e tempo libero (promozione dello sport, promozione). Per gli assessori già in carica ha proceduto a una diversa distribuzione delle deleghe.

Marco Gibillini ha avuto le politiche finanziarie (programmazione, gestione, rendicontazione economico finanziaria, gestione contabile e fiscale, gestione economale, Imu, entrate tributarie ed extra tributarie, attività di supporto ai servizi finanziari, redazione del bilancio); sistemi informatici (informatizzazione dell’ente, sistemi informatici ed informativi); Liviana Santi i servizi alla persona (servizi comunali, sussidiarietà, politiche giovanili, attività per gli anziani, Villa Arcadia, interventi di sostegno per disabili e minori in difficoltà, progetto Dopo di Noi, trasporto pubblico, tutela dei cittadini consumatori); politiche sociali (politiche per la casa, politiche per la famiglia, promozione della salute e della educazione alla salute, beni comuni); volontariato e coesione sociale (coesione sociale, cooperative sociali ed enti no profit, promozione e sostegno alle associazioni di volontariato, banca del tempo); Egidio Stellardi i servizi di pubblica utilità (protezione civile, igiene e decoro urbano, servizi cimiteriali, servizi di rete – servizio idrico integrato – rete gas); rapporti con il cittadino (informazione, comunicazione, partecipazione e trasparenza, benessere e qualità della vita); politiche per il lavoro (servizi al lavoro, attività produttive, commercio e servizi); agenda 21 (processo di agenda 21 locale. Infine il sindaco si è tenuto istruzione e formazione (diritto allo studio, servizi scolastici, attività di supporto alla pubblica istruzione); organizzazione e risorse umane (efficienza ed efficacia organizzativa, responsabilità sociale e sostenibilità, semplificazione ed innovazione, gestione delle risorse umane, attività di supporto alle funzioni comunali, comunicazione interna, affari generali); urbanistica e viabilità (urbanistica, viabilità: piano urbano e traffico, edilizia privata); sicurezza (polizia locale, sicurezza e controllo del territorio); legalità (conformità alle norme e trasparenza delle procedure – compliance – contenziosi); servizi demografici; identità locale (rapporti con la Pro loco e promozione del territorio e delle identità sociali). Ma non è tutto rose e fiori. Infatti l’ex assessora Simona Tagliani ha mandato una lettera a sindaco, assessori e consiglieri comunali per contestare gli “addebiti” che sono alla base della revoca delle deleghe e minacciare anche il ricorso alle autorità per essere riabilitata nel suo onore. Poi il consigliere indipendente Roberto Galli, sul cui voto si regge la maggioranza, fa le bizze non avendo gradito il modo come è stata fatta fuori Tagliani e ciò è motivo di incertezza e preoccupazione. Infine restano aperti dubbi sul modo come surrogare i dimissionari consiglieri comunali Andrucci e Ferrari senza conseguenze letali. La maggioranza è  costituita da 8 consiglieri più il sindaco e l’opposizione da 8 consiglieri per cui nell’atto della surroga, che deve passare attraverso il consiglio comunale, non ha più sulla carta i numeri. Ma evidentemente il sindaco dalle consultazioni legali per trovare la via d’uscita all’impasse ha ricevuto rassicurazioni.  Non a caso forse nel decreto non c’è traccia che Ferrari e Andrucci si siano dimessi, ma solo che lo devono fare all’atto dell’assunzione della carica.

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