Le sta provando tutte il Partito democratico per designare il candidato sindaco ma ogni volta che l’obiettivo è a portata di mano si allontana. Sì, sembra proprio una maledizione, perché ogniqualvolta che si crede di aver individuato il candidato improvvisamente salta fuori qualche inciampo o qualche altro aspirante con l’inevitabile effetto di dover ricominciare da capo. La strategia del top secret per tenere alla larga curiosi e impiccioni e agevolare così le trattative invece si sta rivelando una zavorra ai piedi.
Un problema inaspettato, ma così pare, anche per certa pressione mediatica che, secondo il Pd, sta esercitando sin troppo la fantasia con la conseguenza di mettere ansia agli aspiranti candidati. Meno male che c’è tempo per l’appuntamento con le urne, altrimenti sarebbero guai grossi uscire dall’impasse. Nessuno avrebbe mai immaginato che il Pd si potesse trovare così in affanno, ma la fine anticipata della legislatura e soprattutto con le modalità con cui è maturata non l’ha evidentemente trovato preparato. Uno scotto che sta pagando, mentre chi è stato artefice della crisi è scomparso dai radar e forse si sta chiedendo se è valsa la pena uscire di scena così. Il Pd ci sta lavorando per recuperare e bruciare le tappe, anche con la piena e attiva partecipazione del gruppo “Cambiare, insieme” e del comitato, ma il percorso resta accidentato. I giovani che qualcuno aveva dato per dispersi invece partecipano alle riunioni, anche se alcuni per impegni di studio e di lavoro non sempre sono nelle condizioni di essere presenti negli incontri.
