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Simone Ligorio

Il consiglio comunale di ieri sera ha mandato in scena un’altra puntata della sofferenza della sempre più traballante maggioranza. Ogni seduta consiliare è oramai per la compagine, guidata dal sindaco Giancarlo Lonati, una sorta di stazione della via crucis. Il consigliere comunale Simone Ligorio (M5S) in questa nota che pubblico ne dà conto dell’atmosfera surreale in cui si è svolto il consiglio comunale

Questa sera abbiamo assistito all’ennesimo siparietto all’interno della maggioranza. Ancora una volta però, la presa di posizione di un consigliere, in questo caso la consigliera Tina Ciceri, ha rischiato di far andare sotto la maggioranza.
In altre occasioni sono state le decisioni del consigliere Roberto Galli, prossimamente sarà qualche altro consigliere. Questo a dimostrazione del fatto che l’amministrazione è continuamente sotto ricatto. Come pretendete di governare Bareggio in queste condizioni? Non potete andare avanti con sotterfugi per evitare di andare sotto in consiglio, la dimostrazione è proprio la convocazione di questo consiglio comunale fatta scientificamente nella settimana delle vacanze del consigliere Lorenzo Paietta (fatto ammesso poco fa dal sindaco). Sappiamo benissimo che le dimissioni del consigliere Gian Battista Maggiolini non sono imputabili esclusivamente a motivi di carattere familiari, ma arrivano da lontano. In molte occasioni ho avuto modo di confrontarmi con il consigliere Maggiolini soprattutto su vicende legate all’ufficio tecnico e devo dire che non ho potuto far a meno di apprezzare il suo impegno per i cittadini di Bareggio. Impegno che però si è scontrato anche con i limiti di questa maggioranza e che penso siano anche il motivo delle sue dimissioni. Mi dispiace che l’arrivo di un giovane collega coincida con questo brutto spettacolo, ma mi auguro che la sua freschezza politica sia da aiuto a questa maggioranza nel prendere decisioni giuste per la nostra comunità. Gli auguro pertanto buon lavoro. Detto ciò è innegabile che come gruppo non possiamo avallare questi continui avvicendamenti e quindi abbandoniamo l’aula”.

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