Il taglio degli alberi nel boschetto a ridosso della rotonda fra le vie Monzoro, Merendi e Reiss Romuli non è passato sotto silenzio. Infatti, grazie, alla presa di posizione di Ernesto Galli, coordinatore della Lista civica, l’amministrazione comunale si è mobilitata per mettere una pezza. “Il Comune di Cornaredo -puntualizza l’assessore Carlo Meregalli– intende, quale parte danneggiata, esporre il risarcimento del danno ambientale all’ente gestore del servizio idrico in quanto stazione appaltante dei lavori di realizzazione della camera interrata in via Monzoro prospicienti l’area danneggiata. Nel frattempo è stata trasmessa la comunicazione dei fatti all’ufficio di vigilanza del Parco Agricolo Sud di Milano per gli accertamenti di competenza.
Tutte le attività che saranno previste nell’area, saranno condotte in concertazione con Insubrica, gestore convenzionato della parte di bosco danneggiato, a cui va la nostra solidarietà e il nostro supporto per recuperare il prezioso lavoro di rimboschimento che dura da venti anni e che è stato inspiegabilmente deturpato dall’impresa esecutrice”. Tuttavia Galli trova singolare che nessuno in municipio si sia accorto di nulla e si sia voluta la sua denuncia per mettere in moto la macchina amministrativa. “Non è solo il Comune di Cornaredo -afferma Galli– ad essere danneggiato, è il mondo intero. La tutela dell’ambiente e la gestione del territorio sono le priorità in assoluto per chi vuole amministrare la cosa pubblica e io sono veramente deluso di quello che vedo ogni giorno sul nostro territorio. Che Cap -continua Galli-si faccia carico del danno cagionato al bosco francamente lascia il tempo che trova (che altro dovrebbe fare?) e teniamo ben presente che comunque Cap usa e spende soldi pubblici (nostri) e ricordiamoci anche che è stato sorpreso mentre commetteva il fatto da un volontario dell’associazione che cura il bosco. E’ inaccettabile che, con tutte le forze e i dipendenti pubblici che operano sul territorio, nessuno si sia accorto di quello che stava accadendo e nessuno abbia verificato all’inizio dei lavori. Non hanno buttato -conclude Galli– un sacchetto di plastica e sono scappati; tagliare tutti quegli alberi (ecc.) richiede parecchio tempo. Sconcerta sapere che è lo stesso operatore pubblico al quale state concedendo l’autorizzazione per trivellare il nuovo campo pozzi e non vorremmoessere qui tra venti o trent’anni a costatare di aver subito un altro fraintendimento”. Insomma una vicenda brutta in cui, a sentire l’ex assessora Raffaella Latella, “Cap ha agito senza permessi e senza avvisare gli enti locali, entrando in un area protetta e gestita da un’associazione. Tutto finirà nel dimenticatoio, nessuno dirà e farà niente, scomettiamo?”.