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Davide Rossi
Solo “imprecisioni e falsità” sui lavori in via Mazzini – via Verdi “alimentate prevalentemente da personaggi politici del passato per confondere e nascondere il loro fallimento amministrativo”. Insomma per il vicesindaco Davide Rossi la violenta cagnara che si è scatenata sulla faccenda è servita solo per sollevare polveroni e sminuire l’iniziativa dell’amministrazione comunale volta invece a garantire in particolar modo la sicurezza dei bambini e dei cittadini. “Sono fandonie -accusa Rossi– create ad arte per screditarci e non intendiamo cadere nelle provocazioni, ma allo stesso canto non intendiamo ricevere lezioni o ancor peggio accuse da coloro che con un minimo di dignità oggi dovrebbero fare solo una cosa: stare zitti”. Tuttavia il vicesindaco vuole fare chiarezza. “Tutto è nato dalla volontà di mettere in sicurezza l’ingresso/uscita dei bambini presso la scuola “G. Rodari”; nessuno può negare e/o dimenticare il caos che si veniva a generare ogni pomeriggio quando alle 16.30 i nostri piccoli uscivano dalla scuola materna:

• vetture parcheggiate in doppia fila o in prossimità di incroci e/o passi carrai;
• genitori accalcati lungo il muro delle abitazioni di fronte all’ingresso della Scuola con i veicoli che transitavano senza interruzione;
• mamme con passeggini, o ancor peggio anziani su carrozzine, costretti a transitare sulla sede stradale perché il marciapiede antistante la scuola (all’angolo tra via Verdi e via Mazzini) era talmente stretto da non permetterne il passaggio.
Queste sono state alcune delle condizioni che ci hanno portato a considerare la chiusura al traffico veicolare nel tratto di strada davanti alla scuola Rodari (dall’incrocio di via Mazzini con Via Verdi sino all’incrocio di via Mazzini con via Curiel). Per poter rendere effettiva però questa chiusura, si è reso necessario invertire il senso di marcia di via Verdi. L’inversione di tale senso di marcia ha portato quindi i genitori dei bambini che vengono in auto a recuperare i loro figli, a tentar di trovare parcheggio proprio in via Verdi e nel caso più fortunato a doverla ripercorrere a piedi in senso contrario, con le auto che sopravvengono da un lato e le auto parcheggiate dall’altro… senza poter disporre di una viabilità pedonale sicura.
Nel contesto generale quindi, si è pensato di creare in via Verdi una zona di transito pedonale (come previsto dal codice della strada, di larghezza minima 1 m.); nel fare questo l’amministrazione e i tecnici degli uffici preposti, congiuntamente al responsabile della polizia locale, hanno pensato di realizzare tale “banchina pedonale” sul lato destro dell’attuale senso di marcia di via Verdi. Tale banchina avrebbe inoltre consentito di ottenere una “zona di sicurezza” per i residenti che uscendo dalle loro abitazioni oggi si trovano immediatamente sulla sede stradale, con tutto il pericolo che ne consegue.
Per rendere ancor più sicura e delimitata tale banchina pedonale, è stato progettato di realizzare i parcheggi per le auto (larghezza minima prevista dal codice 2 m.) sempre sul lato destro (rispetto all’attuale senso di marcia). Così facendo i veicoli che transitano in via Verdi si troveranno obbligati a viaggiare adiacenti al muro di confine della scuola anziché rispetto a quanto fatto finora.
A questo punto data la somma degli “ingombri” (1 m. per la banchina pedonale + 2 m. per gli stalli di sosta), la parte di carreggiata destinabile al transito dei veicoli resta comune superiore ai 3,5 m. che è ben sopra i limiti consentiti dal codice della strada. Venendo al marciapiede “incriminato”, come si potrà iniziare a desumere ora, questo ha dovuto “raccordarsi da una parte (via Verdi) partendo da una misura di 3,5 m, per finire a 1, 5 m. della parte in via Mazzini (quella parte che si è dovuto necessariamente allargare per l’abbattimento delle barriere architettoniche). 
Ho sentito parlare della colonnina Telecom posizionata all’angolo opposto di svolta in via Verdi che di fatto oggi rappresenta un ostacolo/ingombro, ma che di fatto nel progetto finale è spostata in altra sede. Ho sentito parlare di raggio di curva stretto, ma non si deve dimenticare che stiamo parlando di transito veicolare in zona adiacente un plesso scolastico, dove la velocità deve essere e restare contenuta.Voglio continuare a credere nell’intelligenza dei miei concittadini e saperli concordi sul fatto che tutto questo è stato fatto solo ed esclusivamente per un motivo: la sicurezza dei nostri piccoli“. 

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