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Ricevo e pubblico questa nota del consigliere comunale Enrico Montani (Voi con noi) sulla riqualificazione della scuola elementare Collodi di San Martino.
Per l’ennesima volta l’amministrazione Lonati fornisce prova della mancanza di visione generale e lungimiranza, qualità essenziali per fare l’interesse di tutti noi cittadini, il bene comune, gestire con perizia il patrimonio pubblico. Quella che Lonati chiama “riqualificazione energetica”della scuola elementare di San Martino, come avevamo previsto e denunciato alla cittadinanza, si sta rivelando un fallimento clamorosoIn diverse occasioni le liste civiche “Voi con noi” e “In volo” hanno suggerito e raccomandato la necessità di una preventiva seria valutazione tecnica ed economica del plesso scolastico, valutando concretamente l’ipotesi di completa sostituzione dell’edificio. Un’amministrazione degna del ruolo che ricopre, prima di impegnare l’importante spesa di circa 2.000.000 di euro, avrebbe dovuto prendere in seria considerazione l’ipotesi di demolizione della scuola e la realizzazione di un nuovo edificio moderno e adatto alle esigenze di oggi.

Il costo non sarebbe nemmeno inaccessibile per la nostra comunità e i vantaggi che ne trarremmo più che soddisfacenti sotto ogni profilo, con un nuovo moderno edificio anziché quello che oggi abbiamo rattoppato con interventi raffazzonati. La scelta della giunta Lonati, che rispecchia palesemente la sua ottusa mentalità, è invece quella della “tacconata”, del rattoppo. Una gestione moderna ed efficiente della cosa pubblica non può però essere questo. Grande e palese è la confusione nella programmazione delle diverse opere.
L’appalto per la nuova centrale termica, che risale a fine dicembre 2016, è stato avviato senza provvedere alla necessaria doverosa progettazione e pertanto nemmeno si sa se le caldaie saranno adeguate al loro impiego. Oggi, dopo quasi un anno dall’appalto, i lavori di realizzazione della nuova centrale termica non sono ancora iniziati. Questo per causa dell’amministrazione comunale, che nella gestione dell’appalto ha operato molto male, inducendo la ditta aggiudicataria dei lavori a rifiutare la sottoscrizione del relativo contratto.

Solo perché incalzati dalle nostre richieste hanno dovuto procedere a una verifica strutturale dell’edificio che per norma è obbligatoria. In quest’occasione si sono verificati crolli d’intonaci di soffitti per i quali un intero piano è stato chiuso e reso inaccessibile. Le condizioni strutturali dell’edificioquindi, com’era possibile immaginare, non sono buone così come i suoi elementi e impianti non si trovano in buono stato. Per rimediare allo stacco degli intonaci l’amministrazione Lonati ha dovuto sostenere l’importante somma di 50.000 euro che va ad aggiungersi alla complessiva assurda spesa impegnata.

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