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Ivan Andrucci
L’amministrazione comunale ha annunciato di voler introdurre il daspo urbano, ovvero una misura veloce e tempestiva per allontanare dal territorio ubriachi molesti, consumatori e spacciatori di droga e tutti coloro che compiono atti che urtano con il pubblico decoro. Il provvedimento non è piaciuto all’ex assessore Ivan Andrucci (Pd), che in questa nota che ricevo e pubblico con ironia contesta la novità.
Il sindaco Linda Colombo si nomina sceriffa per ripulire piazza Cavour, plessi scolastici, oratori, parchi, supermercati, parrocchie, aree mercato e fermate del trasporto pubblico locale, allontanando chiunque venga considerato “indecoroso”, applicando a queste persone un “daspo urbano”. La sceriffa potrà allontanare in nome del decoro, quiete pubblica e moralità. Domanda: sarà il suo buon senso a determinare il grado di “indecorosità” a cui il sindaco farà fronte? Stiamo assistendo alla criminalizzazione dell’uomo anche quando per fame rovista in un cassonetto della spazzatura per prendere ciò che altri hanno buttato via.

Potrà essere allontanato in linea di principio chi non veste, a insindacabile giudizio del sindaco e dei vigili urbani, “decorosamente”? Le creste punk sono decorose o indecorose? La moralità di un comportamento da cosa sarà valutato? Se urlo ubriaco per strada commetto reato, quindi abbiamo strumenti di intervento. Se spaccio verrò arrestato. Se mi denudo ci sono già strumenti per intervenire. Se vendo merce contraffatta, commetto reato. Se occupo suolo pubblico, sarò multato. E allora? Che è sto daspo? Dare discrezionalità al potere significa generare ingiustizie. Arrivare a questa scorciatoia perché la legge è troppo lenta significa dire meglio un’ingiustizia veloce che una giustizia lenta. La ragione dovrebbe invece continuare a pretendere una giustizia veloce. Invece cosa potrà fare la sceriffa? Allontanare di 48 ore dal luogo in cui è stato commesso il fatto. Dove li allontaniamo? li portiamo sul confine con Sedriano e li molliamo li ? Se recidivi, allora il questore potrà allontanare gli indesiderati per un massimo di sei mesi, (quando magari ne passeranno altrettanti prima di rendere effettivo l’atto) Usti ! abbiamo risolto il problema. Ottimo. Questo strumento è solo pura propaganda per raccogliere consenso sull’odio e la paura. Allontanare non significa risolvere ma nascondere. Ma  attenzione, io non sono un buonista, essere contro sta “daspata” non significa vedere il centro storico colmo di accattoni, accettare il barbonismo, invitare a riunioni di lavoratori ubriachi della domenica che occupano gli spazi della bellezza, significa obbligare ad affrontare le ragioni del disagio non a perseguitare il disagio. Significa non ammettere scuse e scorciatoie. Abbiamo già gli strumenti per contrastare i reati, questo daspo a cosa serve? è solo una grande scusa per ramazzare di volta in volta chi si vuole, autorizzare ad un’ingiustizia i sindaci e trascurare l’origine dei problemi. E come si risponde? Allontaniamo quelli non graditi dalla Linda ? velocemente, per massimizzare il loro consenso. Un’amministrazione deve avere la capacità di coniugare riforma sociale con libertà, senso del reale con l’aspirazione di cambiamento. Non il povero ma la povertà e’ il problema, non il criminale ma il crimine, non il ricco ma il privilegio e’ il problema. Non di disagio allontanato ma di disagio affrontato.

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