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La faccenda del (presunto) plagio del vicesindaco Annamaria Garofalo del libro “Sedriano. Dall’Unità d’Italia alla Liberazione. 1861-1945″, curato e redatto insieme ad altri dallo storico locale Mario Comicini, registra un’altra sorprendente puntata a riprova che “il diavolo fa le pentole, ma non i coperchi”. Sì, perché si è scoperto che prima ancora del consiglio comunale del 30 novembre in cui l’opposizione (Rilanciamo Sedriano e Noi con Sedriano e Roveda) con una mozione ha chiesto al sindaco Marco Re di revocare le deleghe al suo vice, in municipio era nel frattempo pervenuta dalla Prefettura la richiesta di chiarimenti sulla vicenda. Ma in aula il non trascurabile particolare non è stato reso noto magari nell’illusoria speranza che non venisse alla luce. Un modus operandi da vecchia politica che, non tenendo in debita considerazione la qualità e l’intraprendenza degli attori in scena, crede che basta limitare gli interventi in consiglio comunale per domare l’opposizione e venirne facilmente a capo. E già, perché risulta che i chiarimenti sollecitati all’amministrazione comunale erano pervenuti in Comune il 23 novembre, ovvero 7 giorni prima della seduta consiliare. Da qui gli interrogativi: perché non è stato detto nulla nel corso della seduta consiliare? Cosa c’era da temere da non rendere pubblica la circostanza? E soprattutto i consiglieri di maggioranza erano informati dell’iniziativa della Prefettura? Certo che se in Prefettura si sono risolti di accendere i riflettori sul tema forse la questione non è trascurabile e strumentale come sinora si è cercato di avvalorare. Del resto se tutto fosse in regola sarebbe bastato sottoporre le 25 pagine sub judice apparse sul sito GuideArt di Garofalo alla verifica del sistema antiplagio, che utilizzano le università per scoprire se le tesi sono originali o copiate, per accertare se erano frutto della fatica del vicesindaco, come ha dichiarato urbi et orbi in consiglio comunale, o di Comincini. Ma Garofalo ha rimosso tutto, ma non a cancellare le tracce, poiché Comincini ha fatto in tempo a riprodurle e mostrarle a chi di dovere nel caso che la storia tracimasse. Intanto il consigliere Alfredo Celeste, firmatario della mozione di revoca delle deleghe al vicesindaco insieme a Massimiliana Marazzini e Donatella Barini, ribadisce che “l’intervento della Prefettura dimostra che la nostra azione non era strumentale e pretestuosa, ma volta a chiarire la strana situazione tanto più che avevamo chiesto al sindaco un incontro sulla questione, che però non ci è stato mai concesso”.

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