Più la vicenda del (presunto) plagio del vicesindaco Annamaria Garofalo, accusata di aver riprodotto sul suo sito GuideArt intere pagine del volume storico “Sedriano dall’Unità d’Italia alla Liberazione 1861-1945” di proprietà comunale, va avanti e più diventa pasticciata. E già, perché dall’interrogazione dei consiglieri comunali Massimiliana Marazzini, Donatella Barini e Alfredo Celeste emerge come gli esponenti della maggioranza che fanno quadrato attorno a Garofalo non si sono preoccupati di saltare a piè pari i documenti, che raccontano un’altra realtà, come spericolati funamboli. Infatti nell’interrogazione si evidenzia che nel consiglio comunale del 30 novembre il capogruppo di maggioranza nelle dichiarazioni di voto lamentava che non “vi era nessun fondamento comprovato” e, per questo, votava contro la revoca delle deleghe. Un maldestro tentativo di nascondere quello che era nelle cose e per di più, come si evince chiaramente dall’interrogazione, in municipio erano perfettamente a conoscenza della materia sub judice. L’interrogazione ricostruisce in tutti i suoi passaggi nell’evoluzione della vicenda. “In data 7 novembre -si legge-, quindi molto tempo prima della discussione, il sindaco riceveva dall’autore del libro (Mario Comincini) ampia documentazione di comparazione , in forma di sinossi, di un testo copiato. In data 23 novembre 2022 con protocollo di entrata reg. nr. 0021167/2022 il Comune riceveva, da parte della Prefettura di Milano, una richiesta di chiarimenti sulla vicenda, dimostrando che le nostre perplessità e le ragioni della mozione non erano né di strumentalizzazione e né tantomeno pretestuose, ma finalizzate alla ricerca della verità”. Abbastanza per chiedere il “perché il sindaco ha occultato questi documenti, non rendendoli disponibili per il libero esame del consiglio comunale, impendendo allo stesso un giudizio più completo e più attento?”. E già, perché il primo cittadino non ha detto nulla della circostanza? Se la sua è stata una strategia si è rivelata del tutto inadeguata e non poteva che essere e per di più con l’aggravante che ancora non gli è chiaro che il consigliere Celeste è un nocchiere di lungo corso, che non si lascia certo mettere nel sacco con tecniche dal fiato così corto.
