“La storia si ripete sempre due volte: la prima come tragedia, la seconda come farsa” è una celebre espressione di Karl Marx. E già, nella passata legislatura a finire nella bufera è stato il vicesindaco Davide Rossi per il (presunto) utilizzo del pass per invalidi per parcheggiare in aree riservate. Ma l’astuzia della storia ha voluto che anche in questa legislatura un vicesindaco, la signora Annamaria Garofalo, finisse sott’accusa per (presunto) plagio del libro “Sedriano. Dall’Unità d’Italia alla Liberazione” di cui peraltro il Comune è proprietario. L’analogia è stupefacente, ma quel che è più strabiliante che gli attuali esponenti della maggioranza, quando il malcapitato Rossi era finito nel tritacarne erano relegati in minoranza, si sono stracciati le vesti, hanno gridato allo scandalo, alla vergogna, all’indecenza e quant’altro. E oggi che fanno? Se ne stano zitti zitti, come se nulla fosse, ma pronti a far quadrato e respingere la mozione dell’attuale opposizione, che chiedeva al sindaco Marco Re di ritirare le deleghe alla Garofalo. Certo nessuno si aspettava che si accogliesse la pretesa dell’opposizione, ma almeno un distinguo, un tentativo di dare spiegazioni plausibili che non cozzassero con il dispiegarsi degli eventi. Niente da fare. L’etica pubblica è a geometria variabile e viene sempre in soccorso alla bisogna a dispetto della coerenza. Chissà che diranno alla prossima puntata, in dirittura d’arrivo, allorché lo scenario iscriverà nelle sue trame omissioni, reticenze e depistaggi sinora sconosciuti all’opinione pubblica?
