Il consigliere comunale Giancarlo Lonati (Pd) interviene sull’ex cartiera per spiegare che l’area poteva essere recuperata in un altro modo più razionale e rispettoso della storia della comunità.
Con l’abbattimento della ex sede AVIS e del corpo centrale della Cartiera si mette fine ad una vicenda che trae le sue radici negli anni ottanta, una vicenda che per certi versi dà una risposta ad una situazione che andava sicuramente risolta, ma che non risolve secondo noi e che lascia ai posteri definire quale soluzione in termini di destinazione dovrà rivestire il famoso “cubotto” che questa Amministrazione, una volta private come finanziarlo, perché si verrà pagato con le tasse dai cittadini di Bareggio, dandogli una veste giuridica per un utilizzo che non diventi un “arnese” inutilizzabile.
Noi per nostro conto abbiamo presentato varie proposte che definivano l’ambito in cui si sarebbe potuto utilizzare al meglio quest’area centrale del Comune che rappresenta un unicum irripetibile e che per queste ragioni doveva rivestire un carattere in cui si sarebbe dovuto premiare sopratutto l’interesse pubblico.
In buona sostanza noi vedevamo con favore una struttura che nella parte inferiore vedesse la realizzazione di un luogo modulabile che potesse rappresentare un teatro di circa 150/200 posti, ma che potesse essere utilizzato anche come aula consigliare. Nella parte superiore si sarebbero dovuti trasferire tutti gli uffici comunali compresa la polizia locale, trasformando l’attuale sede comunale in biblioteca pubblica con spazi per iniziative culturali, lasciando la sede attuale della biblioteca a sede dei Servizi Sociali con ampi spazi per la realizzazione di una sorta di “casa di comunità” in cui potevano trovare ampi spazi per studi medici associati estremamente utili per la cittadinanza in questo particolare momento.
Badate questo non è un libro dei sogni, bastava un po’ più di attenzione con l’imprenditore privato, che avrebbe dovuto realizzare un volume inferiore in questo ambito, ma che avrebbe poi realizzato sull’area di “atterraggio” il volume a cui avrebbe dovuto rinunciare nel sito cartiera. Anche qui si badi bene, le aree di atterraggio sono una sorta di “regalia” che l’amministrazione attuale ha concesso al privato, in quanto tutto il volume realizzabile in loco diventava un ammasso eccessivo che vanificava la qualità e aumentava la difficoltà di vendita degli appartamenti che verranno realizzati.
In buona sostanza il Comune di Bareggio è proprietario del 75% dell’area, il privato solo del 25%, ma per non si sa bene quale “gioco del destino” il privato realizza 5400 mq di appartamenti e al Comune rimane uno straccio di piazza, su cui ci sarebbe molto da discutere sulla sua fruibilità, che si dovrà gestire e manutenere sine die, oltre a vedersi defraudati anche della possibilità di mantenere una parte di corpo centrale della cartiera, come segno di quello che rappresentava un passato di archeologia industriale.
Un affare sicuramente poco soddisfacente per le casse comunali, che, come abbiamo già detto per la realizzazione del “cubotto” farà sborsare circa 2.000.000 di € ai cittadini per una funzione quanto meno poco chiara per il suo utilizzo e incerta per costo di quest’opera.
Un altro capitolo è riferibile al centro, sede dei Combattenti, che in questo momento vivono un periodo di estrema difficoltà, anche perché non risultano ad oggi poste economiche significative per adeguare la struttura alle norme attuali, ma neppure è prevista una benché minima soluzione di salvaguardia, analoga situazione è riferibile alla sede della Protezione Civile. Considerando che le due strutture rimarranno, in quanto strutture di riferimento per la Sovraintendenza alle belle Arti, ci chiediamo quale futuro viene loro riservato? Verranno introdotte significativi accorgimenti tali da conservare questi manufatti?
Infine per quanto riguarda il salvataggio della vecchia struttura, facciamocene una ragione, noi avevamo icee diverse, che riteniamo comunque migliori rispetto a quanto proposto, e in via di realizzazione, ma lescelte fatte da altri sono per l’appunto fatte da altri e non trovano istanze positive nel nostro modo di vedere e valutare l’interesse pubblico.
