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Stavolta Alfredo Di Lisa, storico militante socialista e voce fuori dal coro della politica settimese, non ha freni. E attacca aspramente Franco Severino, esponente di Fratelli d’Italia, reo di aver chiesto l’intitolazione di una via a Sergio Ramelli. «Mentre le famiglie faticano a pagare l’affitto, mentre i nostri anziani restano senza medico di base e i quartieri cadono a pezzi, il presidente del consiglio comunale Franco Severino – eletto nelle fila di Fratelli d’Italia – trova il tempo, l’energia e soprattutto la faccia tosta per proporre l’ennesima mozione ideologica, stavolta per intitolare una via a Sergio Ramelli. È vergognoso». E incalza.
«Ramelli – afferma Di Lisa – fu un giovane militante del Fronte della Gioventù, tragicamente ucciso a Milano nel 1975 da militanti di estrema sinistra. Una vicenda dolorosa, certo, ma che nulla ha a che vedere con le priorità della nostra città. Ogni volta che Severino apre bocca, parte una nuova crociata toponomastica. Cosa dovremmo aspettarci ora? Una mozione per dedicare una piazza a Giorgio Almirante? Poi a Farinacci? Magari, prima o poi, anche un omaggio a ‘Sua eccellenza’ in persona?». Di Lisa è un fiume in piena. E attacca duramente il malcapitato esponente di FdI.

«Il popolo ha fame – sottolinea -, e Severino pensa alle lapidi. I cittadini chiedono case, lavoro, servizi e Severino risponde con i fantasmi del passato. È questa la visione della destra meloniana? Un museo delle nostalgie fasciste o post fasciste a cielo aperto mentre il presente affonda nella povertà e nel disagio sociale?».

Infine la stoccata dello storico socialista.
«Si vergogni, presidente. E scenda una volta tanto tra la gente, nei mercati, nei cortili popolari, nei pronti soccorsi. Lì non chiedono vie da intitolare. Chiedono pane, dignità e futuro».

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