La cessione nel luglio scorso della farmacia comunale è stata contestata dall’opposizione. Ma ora, a seguito alla liquidazione volontaria dell’azienda, è emerso un problema, per il quale l’opposizione ha chiesto lumi alla dottoressa Ida Fortino, dirigente responsabile della “Unità Organizzativa Farmaceutica e dispositivi sanitari”. Gli scriventi Alfredo Celeste, Massimiliana Marazzini, Donatella Barini chiedono alla dottoressa Fortino di fugare eventualmente le loro perplessità con un suo riscontro competente. E declinano:
Il 1° luglio 2024 la gestione della municipalizzata Farmacia Comunale di Sedriano, unica attività dell’Azienda speciale, è stata ceduta con gara pubblica al concessionario/privato “Benu”.
Il giorno 6 marzo 2025 il consiglio comunale, ad esclusione dei gruppi di minoranza, approva la delibera di “scioglimento mediante procedura di liquidazione volontaria dell’azienda speciale farmacie comunali”. Nella discussione del punto di cui sopra scopriamo che vi è un residuo di magazzino, non ritirato dal sopracitato concessionario Benu, del valore di circa 15.000 euro che viene posto in vendita mediante asta pubblica per la terza volta in quanto i due precedenti bandi sono andati deserti.
Questo residuo è composto da “prodotti OTC, prodotti parafarmaceutici e PMC, alimenti dietetici integratori, alimenti dietetici prima infanzia, cosmetici, prodotti per medicazioni e prodotti omeopatici ed erboristeria giacenti nel magazzino dell’Azienda speciale (?).
Le nostre perplessità esposte in consiglio comunale:
- E’ possibile vendere i farmaci residui da parte dell’azienda speciale, ormai in liquidazione e che, soprattutto, non ha più la licenza prevista avendola ceduta al suddetto concessionario?
- Si dichiara, inoltre, che sono giacenti nel magazzino della farmacia comunale che, però, tale luogo è nella totale disponibilità e possesso del concessionario privato. E’ possibile questa condizione?
- Il parere che si richiede alla competenza regionale è se siamo nella legalità o, diversamente, se sia necessario un intervento sovracomunale.
La risposta a stretto giro di tempo della dottoressa Fortino evidenzia chiaramente che i farmaci non sono in vendita:
a) Una volta che l’azienda speciale farmacie comunali è andata in liquidazione non può più vendere i farmaci, se lo facesse sarebbe reato.
b) Se è stato previsto nel contratto con il concessionario sarebbe possibile, altrimenti il concessionario non li può prendere.
Un bel pasticcio come peggio non si sarebbe potuto immaginare.
