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Lo sfratto della Pro Loco non si è esaurito fra polemiche, critiche e accuse, ma si arricchito di un nuovo stupefacente capitolo. Sì, perché la presidente dell’associazione Giovanna Giudice si è rivolta alla locale caserma dei carabinieri per denunciare la scomparsa di beni di proprietà della Pro Loco siti nello spazio di via Gallina (centro polifunzionale). La presidente nella sua denuncia ha dichiarato che il 30 giugno scorso recandosi nel centro polifunzionale si è accorta che nel magazzino non era più presente la parete divisoria del magazzino che era chiusa con un lucchetto, nonché erano sparite la friggitrice, parte della staccionata del villaggio di Babbo Natale e una scatola con materiale elettrico. E come se non bastasse l’antifurto era disinserito. Ma chi ha utilizzato il codice per disinnescare il dispositivo? Il che è alquanto singolare, ma tant’è, stando alla sua denuncia. Certo è che da qualunque parte si guardi la vicenda è di disdoro per chi doveva tutelare l’associazione, che è un bene collettivo. Una brutta storia a cui dal municipio non è pervenuta alcuna risposta agli inquietanti interrogativi sollevati da Giuliano Colombo o comunque una disponibilità a dare una mano d’aiuto per trovare una nuova sede. Un comportamento diverso – a quanto si sa – ha riservato all’Avis che per via dell’abbattimento del magazzino comunale nell’ex cartiera dovrà traslocare altrove. Nella circostanza ha dato il suo supporto per ricercare uno spazio in cui insediarsi. Facile dire che sono stati applicati “due pesi e due misure” nella gestione dell’associazionismo. Perché?

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