Il canovaccio e l’esito erano scritti sin dall’inizio, ovvero che il sindaco Marco Re non avrebbe mai ritirato le deleghe alla sua vice Annamaria Garofalo sia per non darla vita all’opposizione che per non azzoppare politicamente la sua amministrazione, per non perdere di credibilità e comunicare all’esterno di aver sbagliato nella scelta. La perizia pro veritate alla fine più che un pretesto per prendere tempo, spendere soldi per la parcella e interpretarla pro domo proprio non si è rivelata. La maggioranza, nonostante l’evidenza dei fatti, ha respinto la mozione che chiedeva al primo cittadino di revocare a Garofalo le deleghe. La discussione in consiglio comunale è stata aspra con un’opposizione puntigliosa, incalzante e stringente. Tuttavia il sindaco, non avendo evidentemente argomenti convincenti per mantenere il punto e respingere gli attacchi dell’opposizione, ha pensato di ricorrere alle vicende in cui era incappato l’allora sindaco Alfredo Celeste per far passare, con un arditissimo parallelismo, come irrilevante cosuccia il plagio della sua vice, a suo giudizio, compiuto in buona fede, senza vantaggio e danno per nessuno. Una perfetta analogia da cavoli a merenda. Ma ha finito per fare un autogol dimenticandosi che Celeste, dopo una tremenda gogna mediatica, è stato assolto con formula piena e per di più la Procura non è ricorsa. Celeste nella replica ha smontato agevolmente le argomentazioni di Re sottolineando che è stato messo sott’accusa senza che ci fosse alcun reato tanto che è stato assolto perché “il fatto non sussiste”, mentre nel caso di Garofalo il plagio è stato acclarato. Poi nella dichiarazione di voto ha esortato i consiglieri comunali, tramite il presidente Roberto Correnti, a riflettere, a capire quello che è successo, affidarsi alla coscienza e non allo spirito di corpo e considerare che l’interesse pubblico è stato lesionato. Massimiliana Marazzini, disapprovando l’intervento del sindaco, ha ribadito che le dimissioni sono state chieste, perché un rappresentante delle istituzioni non può permettersi che un’ombra gravi minimante sulla sua persona. Valentina Ceccarelli ha affermato che non è l’errore che caratterizza la persona, ma il modo come ha inteso porre rimedio Poi in campagna elettorale la pubblicazione degli articoli ha portato un vantaggio al vicesindaco. Infine ha proposto di mettere in vendita il libro nella prossima festa del paese che per la consistente pubblicità ricevuta dentro e fuori il consiglio comunale sicuramente sarà acquistato. Il capogruppo della maggioranza Alessandro Variatti ha osservato brevemente che non viene contestata l’azione della minoranza, ma la fiducia nella vicesindaca rimane invariata. La mozione è stata respinta con i soli voti della maggioranza.
