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Il consiglio comunale del 30 novembre si annuncia molto caldo, perché potrebbe andare pubblicamente in scena un clamoroso psicodramma politico-esistenziale, salvo che non si forzi il regolamento e si mandi in scena la seduta a porte chiuse. Ma sarebbe un formidabile assist per l’opposizione. Tuttavia, al di là di ogni espediente, la vicenda resterebbe, pur sempre, un grave vulnus nel prosieguo dell’amministrazione comunale. Sì, perché la mozione che l’opposizione (Rilanciamo Sedriano e Noi con Sedriano e Roveda) ha presentato non solo rivela le presunte irregolarità, ma indica anche chi è l’assessore che sarebbe coinvolto, ovvero il vicesindaco Annamaria Garofalo. Un bel problema per il sindaco Marco Re a cui si chiede di revocare le deleghe all’assessore vicesindaco e per la stessa maggioranza che è chiamata a votare la mozione, anche in considerazione che l’opposizione nelle figure dei consiglieri comunali Massimiliana Marazzini, Donatella Barini e Alfredo Celeste ha già segnalato agli organi competenti (Procura? Prefetto?) le presunte violazioni in cui anche il Comune, come ente giuridico, sarebbe per così dire parte lesa per via dei rapporti distinti fra gli attori in causa. Ma in cosa consisterebbero le irregolarità che si rinfacciano a Garofalo e che sono descritte con dovizia di particolari nella mozione? Al vicesindaco viene contestata la riproduzione nel suo sito “Guide Art”, senza alcuna autorizzazione e senza citare la fonte, di intere pagine del testo edito dal Comune “Storia sedrianese” e realizzato dallo storico locale Mario Comincini. Da qui la decisa presa di posizione dell’autore per “dare a Cesare quel che è di Cesare”. Tutto è incominciato il 26 ottobre scorso quando i consiglieri sono venuti a conoscenza di fatti e circostanze, a loro parere, molto gravi, che avrebbero potuto “generare responsabilità di ordine civilistico e penale, nonché di opportunità politiche per esercitare un mandato elettorale o, ancor più rilevante, di compatibilità con alcune deleghe assessorili che rappresentano e fanno gli interessi della pubblica amministrazione”. Dalla comunicazione, tramite posta elettronica, del dottor Mario Comincini venivano informati che lui stesso “contestava una serie di condotte messe in atto da persone che, anche attraverso forme di abuso della loro attuale funzione particolarmente legata al Comune, si pongono in stridente contrasto con la normativa penale ed amministrativa”. I consiglieri, volendo discutere e trovare soluzioni alle problematiche, hanno chiesto un incontro urgente e riservato al sindaco Re, ma senza tuttora alcun esito. Da qui la segnalazione agli organi competenti e la presentazione della mozione.

I fatti, stando alla mozione, sono questi.

II 1° settembre 2022 è stato segnalato alla signora Garofalo, da parte del noto storico della nostra zona, di aver appreso che nel suo sito “Guide Art” è stata pubblicata a puntate una “Storia sedrianese”, per redigere la quale si è copiato, senza alcuna citazione, in modo costante e circostanziato, da un volume dallo stesso curato nel 2012 per l’amministrazione comunale di Sedriano, proprietaria a tutti gli effetti del bene letterario. Lo scrittore si interroga, e lo facciamo anche noi, se la signora Garofalo, poiché la segnalazione ha per oggetto un diritto d’autore spettante al Comune di cui è vicesindaco, abbia informato immediatamente il sindaco di Sedriano. Comunque la stessa signora Garofalo, fino a oggi, non ha ritenuto di rimuovere dalla rete i testi sopra citati.

Successivamente alla presentazione della mozione il vicesindaco probabilmente nel tentativo di sanare l’irregolarità ha rimosso mercoledì 23 novembre dal suo sito le pagine incriminate. Ma resta aperto il fronte con il Comune essendo titolare del diritto d’autore e anche con Comencini che ha redatto il libro.

23 ottobre 2022. E’ stata segnalata al sindaco, sempre dal dott. Comincini, la vicenda, sottolineando che c’era stata una lesione del diritto d’autore spettante al Comune di Sedriano ex art. 11 legge 633/1941 e che tale lesione persisteva, in quanto la signora Garofalo non ha ritenuto di rimuovere dalla rete li proprio testo fino ad oggi.

26 ottobre 2022. Una nuova segnalazione è stata inviata al sindaco via mail, invitandolo ad assumere le più opportune ed urgenti deliberazioni per far interrompere quell’illecito, indicando e le ultime 10 puntate della “Storia sedrianese” (le puntate complessive dovrebbero essere circa 25) con la precisazione delle parti del libro di volta in volta utilizzate e non citate come fonte.

 26 ottobre 2022. Veniva inviata da parte del professionista una raccomandata A.R. al protocollo del Comune, riportante le citate comunicazioni del 23 e 26 ottobre scorsi, spedizione ricevuta il successivo 27 ottobre.

31 ottobre 2022. Il sindaco Re rispondeva, via mail, che avrebbe approfondito la vicenda.

Non è finita qui. Nella mozione si esplicita quanto segue:

Da due anni (2021 e 2022) c’è un diritto del Comune che viene violato e da un anno (novembre 2021 – novembre 2022) la violazione è per opera della signora Garofalo in carica come vicesindaco, violazione tuttora in essere.

Da oltre due mesi il vicesindaco si rifiuta di interrompere la violazione ancora attuale e, se il sindaco si è attivato per ottenere tale interruzione, come è ragionevole credere visto che il suo ruolo lo impone, l’effetto non è ancora riscontrabile. Con la conseguenza che i testi della “Storia sedrianese”, a oggi 17 novembre, alle ore 12, continuano a essere nella disponibilità di chiunque, con la persistente lesione del diritto d’autore spettante al Comune, con la paradossale situazione che la signora Garofalo continua ad abusare dei testi del volume del Comune di cui è vicesindaco mentre altri non possono usarli, paradossalmente anche l’autore, perché gli verrebbe giustamente eccepita la violazione del diritto d’autore attraverso la pubblicazione di questo volume, sorgevano due diritti:

  1. A) il cosiddetto diritto morale d’autore, cioè il diritto imprescrittibile di essere riconosciuto autore da parte di chi aveva fornito i testi,
  2. B) il diritto d’autore avente natura patrimoniale a favore del Comune di Sedriano (e quindi con la facoltà di usare i testi con ogni modalità: divulgazione anche parziale, ristampe ecc.) a beneficio della collettività. E ciò in base all’art. 1 della legge 633 del 1941: “Alle Amministrazioni dello Stato, alle Province e ai Comuni spetta il diritto di autore sulle opere create e pubblicate sotto il loro nome e da loro conto spese”.

La conclusione appare, quindi, ovvia ed evidente:

con assoluta intenzione e volontà di commettere il fatto, la signora Garofalo, con la pubblicazione sul suo sito personale, dava vita ad un contesto a lei (e solo a lei) favorevole, ma con pregiudizio per li comune di Sedriano (danno erariale?) creando nei lettori una errata suggestione e convinzione di trovarsi di fronte ad un soggetto proteso e dedito allo studio ed alla ricerca culturale varia e, quindi, affidabile e professionale, con l’ulteriore conseguenza che tale riconoscimento legittimava la stessa signora Garofalo a ricevere i benefici provenienti da quel lavoro.

Non solo, ma come giustamente scrive il dottor Comincini, a riprova dello spessore culturale del professionista, selezionato dalla allora amministrazione comunale committente, a fronte della persistente presunta condizione di illegalità messa in atto dalla signora Garofalo, a garanzia di un proprio guadagno a fronte del contestuale pregiudizio subito dall’ente, di cui al stessa Garofaloricopre una carica importante, giova evidenziare quanto segue: “Come vice del sindaco la signoraGarofalo è solidalmente responsabile col sindaco nella tutela del patrimonio comunale, di cui hanno al custodia. E un corollario della tutela è alla valorizzazione: per la sua posizione istituzionale di vicesindaco e, soprattutto, di delegata all’istruzione, nel corso di quest’anno la signora Garofalo, invece di lasciare pubblicata in rete la sua “Storia sedrianese” avrebbe dovuto promuovere la lettura del libro voluto dalla giunta del 2010, anzi invitare ad acquistarlo nell’interesse del Comune e anche per far leggere ai suoi concittadini quanto a lei è invece piaciuto pubblicare a nome suo”. Siamo al paradosso: un vicesindaco pone in essere condotte a proprio esclusivo beneficio e a danno del Comune (un’attività illecita che IPSOS definisce “pirateria editoriale”), con l’assenso (esplicito o implicito oggi non rileva più visto che l’attuale primo cittadino è a conoscenza dei fatti) del sindaco stesso. Abbastanza, secondo i tre consiglieri, che il sindaco Re si adoperi a ristabilire le necessarie condizioni di legalità, che le istituzioni per prime devono assicurare ai consociati, revocando deleghe affidate all’assessore e vicesindaco Garofalo.

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