Il degrado imperversa in paese, ma in municipio non sembra che si siano accorti. Ma non è sfuggito al consigliere comunale Alfredo Celeste (Noi con Sedriano e Roveda), che ha presentato una mozione per impegnare il sindaco e la giunta a prevenire e impedire il deterioramento dell’ambiente. Ma quali sono i fenomeni, a suo giudizio, che vanno contrastati? Le strade, delimitate dai paletti, restano invariabilmente sporche negli spazi fra gli stessi per l’impossibilità di essere raggiunti dalla spazzatrice automatica. E il ricorso al saltuario lavoro manuale non è per forza di cose soddisfacente. E come se non bastasse a questa già disdicevole situazione si aggiungono altri fenomeni di degrado ambientale e di imbrattamento delle strade. Quali? Le deiezioni canine, che, nonostante lo statuto degli animali ordini all’art 9 comma 4 che gli accompagnatori degli “amici a quattro zampe” debbano asportare gli escrementi, non avviene. E non si hanno notizie di sanzioni applicate. Non solo. I segni e gli odori della pipì degli amici pelosi sono un altro serio problema. La via De Amicis -osserva Celeste- è uno specchio emblematico in questo senso: chiazze vistose sui muri e sugli angoli, se non in prossimità immediata di ingressi civili e non, con un caleidoscopio di orribili colori, accompagnato da odori insopportabili e non degni di un centro storico. La possibilità che un cane condotto sulla pubblica via -aggiunge Celeste- possa fare la pipì, imbrattando beni di proprietà di terzi, è un rischio certamente prevedibile, diventando anche un dato di comune esperienza che, per quanto l’animale sia stato bene educato, il momento in cui lo stesso decide di espletare i propri bisogni fisiologici è talvolta difficilmente prevedibile, trattandosi di un istinto non facilmente orientabile e non sopprimibile, se non sfociando in biasimevoli maltrattamenti per lo stesso. Comunque sia -aggiunge il consigliere- molti consigliano, per la prevenzione di tali fenomeni così molesti, l’uso di repellenti per dissuadere l’amico a quattro zampe a fare la pipì sui muri o , semplicemente, portare con sé una bottiglietta d’acqua per il lavaggio successivo con o senza un liquido aggiunto particolare. Molti invocano giustamente il rispetto anche dell’altrui libertà, pur avendo a cuore e con affetto la vita di questi compagni di vita. Tutto vero, ma qualcosa bisogna fare per invertire la tendenza.
