Non è durata molto la latitanza dell’albanese accusato dell’omicidio di Abderrahimi Elkharmoudi, il nordafricano 45enne. Infatti si è costituito ai carabinieri della compagnia di Corsico che erano sulle sue piste insieme ai colleghi di Cornaredo. Nell’imminenza del delitto era scappato in Francia, ma la donna con cui era legato sentimentalmente l’ha convinto a tornare e consegnarsi alle forze dell’ordine. Ma, pur costituitosi, non ha risposto alle domande del Pm Pasquale Adesso. Si è avvalso della facoltà di non rispondere. Tuttavia è stato fermato con l’accusa di omicidio volontario. Intanto nelle prossime ore è prevedibile che la Procura chieda al Gip la convalida del fermo e la carcerazione. L’albanese è stato identificato grazie alle immagini delle telecamere situate in Piazza Libertà e quelle del bar Agorà in cui era iniziato l’alterco fra la donna e il 45enne sul modo come viene trattato il gentil sesso in Marocco. Il litigio è poi proseguito in piazza. L’albanese non avrebbe gradito i toni usati del marocchino sulle donne e si sarebbe allontanato per tornare poco dopo armato con una pistola di piccolo calibro. Stando all’accusa avrebbe sparato due colpi che hanno centrato il 45enne al petto e all’addome, che però è riuscito a salire in macchina e allontanarsi prima di perdere conoscenza in via Varese. I carabinieri quando sono arrivati in piazza non c’era nessuno e setacciando le vie hanno rinvenuto la macchina con l’uomo riverso all’interno e il coltello a serramanico fra le mani.
