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L’opposizione (SiAmo Sedriano e Roveda, Rilanciamo Sedriano, Noi con Sedriano e Roveda) alza il livello dello scontro che ha ingaggiato con l’amministrazione Re. E sì, ora si è risolta di rivolgersi alle autorità competenti per far valere – dal suo punto di vista – la legalità che, a suo giudizio, non è stata rispettata. Qual è la questione sub judice? Il compenso riconosciuto all’amministratore unico della farmacia comunale. Tutto è partito dalla modifica dell’azienda speciale farmacie comunali, approvata il 4 luglio scorso dal consiglio comunale, che ha introdotto l’amministratore unico in sostituzione del consiglio d’amministrazione e del presidente, che sono stati cassati. Un’operazione contestata duramente in aula  dall’opposizione per plateale violazione alla legge in materia (art 114 comma 3 del DLGS 2000/267). Ma in maggioranza non hanno fatto una piega e sono andati avanti.

E, ora, nel consiglio comunale del 12 settembre scorso hanno dato disco verde al compenso dell’amministratore unico, che è una figura che la legge non prevede, con la giustificazione che gli art. 38 e 40 del vigente statuto comunale disciplinano la nomina degli amministratori e l’azienda speciale. L’opposizione con i consiglieri Donatella Barini, Massimiliana Marazzini e Alfredo Celeste ha obiettato che dalla lettura degli articoli tirati in ballo non si evince nulla di quanto affermato. E sono usciti dall’aula non votando naturalmente la delibera e annunciando che si sarebbero rivolte alle autorità competenti per  segnalare il presunto falso ideologico rilevato nella decisione.

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