Gli orti urbani di via Treves costituiscono per l’amministrazione comunale una sorta di biglietto da visita. E non disdegna spese per lasciare una traccia significativa del suo passaggio alla guida del municipio. Infatti ha stanziato altri 11.710,32 euro per far fronte a nuovi lavori e raggiungere così maggiori standard qualitativi. Quali? Installazione di pannelli fonoassorbenti all’intradosso della copertura dell’area di aggregazione; posizionamento di portabici all’ingresso dell’area; realizzazione di due barbecue a debita distanza dall’area di aggregazione; illuminazione percorso di accesso all’area; spostamento cancello di ingresso a una maggior distanza dagli edifici esistenti a sud dell’area. Insomma opere che in municipio liquidano come complementari e migliorative. Ma per Sinistra di Sedriano, che non perde occasione per evidenziare contraddizioni e carenze nell’operato dei 5 Stelle, sono lavori che denunciano il loro autoreferenziale narcisismo.
“Orbene dopo aver ‘sequestrato’ un’area pubblica di oltre 6.000 mq -attacca SdS– inibendola alla fruizione collettiva per realizzare orti su una superficie di soli 2.800 mq, delimitandola con una rete metallica di 1,80 metri di altezza, riservandola di fatto ai soli ortisti, con quale ratio? Aver costruito un’area di ‘aggregazione’ per accogliere un massimo di 70 persone! Contemporaneamente, ovviamente sempre a esclusivo appannaggio degli assegnatari, con quale ratio? Si pensa di illuminare il percorso di accesso. Dobbiamo forse pensare che gli orti -continua SdS– non vengano coltivati/frequentati solo dall’alba al tramonto, ma anche nottetempo? O credere che sia un ulteriore elemento dissuasivo per prevenire atti di vandalica efferatezza nei confronti dei nominati ortaggi ed erbe aromatiche? O piuttosto da considerare un’altra fonte di inquinamento luminoso? E che dire dell’obbligo di spargere sale antigelivo sul percorso? Facciamo fatica ad immaginare persone che sfidando temperature polari si prodigano a raggiungere le proprie ‘prose’ per chissà quali intensive lavorazioni. Sugli orari e sul costo ‘simbolico’ degli orti, salvo errori, non abbiamo notizie, aspettiamo con trepidazione vengano resi noti. Come aspettiamo, da mesi -conclude SdS-, che i sei lampioni dell’area verde tra via Mazzini e vicolo Toscanini tornino a risplendere di luce propria, ma è noto che lì, al momento, non si trovino ancora patate e cavoli. Solo persone”.
