Certo che è alquanto singolare che l’opposizione all’amministrazione pentastellata venga organizzata da forze politiche che stanno fuori dal consiglio comunale. Quelle presenti sembrano non pervenute. L’indipendente Susi Auletta, ripudiata dalla Lista civica di Gianni Curioni e PippoDi Bella, è un pesce fuor dall’acqua. La Lega in consiglio comunale più che interpellanze e mozioni non sembra produrre, ma dal gruppo esterno è grintosa e attacca duramente i 5 Stelle. Il Pd ha perso slancio a mano a mano che Giuseppe Pisano non è stato più combattivo come all’inizio di legislatura e si arabbatta. Da fuori il consiglio comunale si distingue invece Sinistra di Sedriano che non ha mai mollato e non perde occasione per mettere in luce incongruenze, scelte approssimative e limiti dei pentastellati e lanciargli pesanti siluri. Come adesso. Infatti, trovando che la misura è ormai colma, organizza per sabato 16 mattina un presidio, al mercato, per chiedere le immediate dimissioni del sindaco Angelo Cipriani. I motivi? Tanti, ma in particolare SdS imputa a “Cipriani di gestire la cosa pubblica come fosse il cortile di casa sua. Decisioni prese ‘nelle stanze dei bottoni’, scelte fatte calare dall’alto e nessuna condivisione. Improvvisazione, sciatteria, dilettantismo”.
Ma ne fa anche l’elenco delle ragioni per le quali sollecita il primo cittadino a fare le valigie. Quali? Eccole descritte dalla stessa Sds. ✓ Querce di via Treves
In data 25 gennaio 2018 viene emessa una comunicazione per abbattere – tra l’altro – le 5 querce in via Treves. Il 22 febbraio 2018 avviene un sopralluogo della polizia locale e ufficio tecnico. Il 24 aprile ci annunciano che gli alberi saranno abbattuti il 3/4 maggio nonostante sono mesi che affermiamo che le querce sono di proprietà privata. Il 27 aprile il Comune sospende il provvedimento per accertamenti (alleluia). Il 6 giugno si decide l’annullamento del taglio in quanto le essenze insistono sulla proprietà privata… Ci sono arrivati anche loro…
✓ Potature selvagge
Lo abbiamo detto per mesi, e alla fine è arrivata -seppur tardiva- la risposta degli uffici comunali: Cipriani & C. non erano autorizzati ad eseguire potature sul patrimonio arboreo collettivo.
✓ Canoni concessori
Numerosi sono stati i tentativi di richiamare l’attenzione generale e dei consiglieri in particolare sulla improvvida scelta di questa amministrazione nel rinnovare il contratto con 2i Rete Gas S.p.A., operata probabilmente senza un preventivo parere legale e in deroga a precise disposizioni legislative. Una decisione gravida di conseguenze economiche negative quantificabile in svariate centinaia di migliaia di euro per il mancato introito dei canoni concessori dovuti, ma non ancora incassati. Abbiamo proceduto alla formale segnalazione alla Procura della Corte dei Conti.
✓ Cementificazione dell’area di via Magenta
L’amministrazione comunale, senza un confronto in consiglio comunale, approva di concedere 5 piani nei nuovi edifici da costruire invece di quattro, di eliminare la rotonda a sud sulla ex Statale 11 con una svolta obbligatoria continua a destra. Con queste concessioni Cipriani di fatto peggiora un PGT -approvato dai commissari- che di suo era già molto critico.
✓ Marciapiedi di via Mazzini
E così – come da programma- a distanza di 13 mesi il bar Mazzini espone i tavolini sul nuovissimo marciapiedi. Come da copione, tutto previsto. E di certo non bisogna possedere doti divinatorie. Se lo aspettavano tutti, compreso la relativa tempistica. Si soprassiede per il 2017 per ovvie ragioni di opportunità ed eccoci nel 2018 con regolare autorizzazione per l’occupazione di uno spazio pubblico. E il 2019 riserverà ancora qualche sorpresa?
✓ Monumento alla Pace
All’insaputa di tutti, dopo un nostro question time, è stato presentato una specie di modellino di un nuovo monumento, che sarà posizionato (entro il 2019) in una nuova collocazione. Ci informano che quello “vecchio” nascosto, abbandonato e transennato verrà riportato a nuova vita: ristrutturato, rigenerato, ricostruito e donato all’attigua scuola elementare. Ovviamente il tutto è stato deciso senza nessuna condivisione, né con i cittadini, né con le associazioni presenti sul territorio (ad eccezione di Anpi ?!) né tantomeno con le varie forze politiche. Alla faccia della democrazia partecipata. E potremmo andare avanti così all’infinito…